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Esclusiva, Giuseppe Povia: “Inter grande squadra, ma occhio alla continuità. Inzaghi? Ha grinta”. E su Immobile…

La Lazio sta affrontando il primo tour de force della stagione. A poco più di 72 ore dalla vittoria casalinga sul Parma, i ragazzi di Inzaghi sono chiamati ad affrontare una delle big di questo campionato: l’Inter di Antonio Conte. Per la nostra nuova rubrica “Il Tifoso VIP”, la redazione di NoiBiancocelesti ha contattato Giuseppe Povia. Nato a Milano nel 1972, autore del brano “Quando i bambini fanno ooh” e vincitore del Festival di Sanremo con il brano “Vorrei avere il becco”, Povia non ha mai nascosto la sua fede nerazzurra, tanto che nel suo passato c’è stata una parentesi proprio nella formazione Berretti della squadra milanese. Oggi, quasi al termine del tour estivo, è impegnato nella lavorazione di nuovi progetti discografici e, nella lunga intervista che ha concesso alla nostra redazione, fa una dedica speciale al centravanti biancoceleste Ciro Immobile.

Povia, tifoso sfegatato dell’Inter, vanti anche un’esperienza, seppur breve, come calciatore nelle giovanili nerazzurre. Come è andata e come mai hai deciso di interrompere quel percorso?

“Ero giovanissimo e correvo più dietro alle ragazze che al pallone. Poi ho cominciato a cantare senza mai mollare l’Inter.”

Tra le altre cose, hai anche avuto modo di giocare con la nazionale cantanti, in passato, confrontandoti, in alcune gare amichevoli, con diversi calciatori professionisti. Cosa ti ha lasciato quel genere di esperienza?

È stato bellissimo giocare e conoscere persone come Mou, Vieri, Toldo, Milito, Zanetti e tantissimi altri. La nazionale cantanti riesce sempre a unire la solidarietà alla notorietà.”

C’è qualche episodio particolare che ti andrebbe di raccontarci?

“Nel 2005, in una partita amichevole, feci un gol a Toldo, ma me lo annullarono per un fuorigioco che non c’era. Oggi il Var mi renderebbe giustizia (ride ndr.)”

Come nasce questa grande passione per la squadra nerazzurra?

“Nonno, papà, mamma e le coincidenze della vita, tutte nerazzurre.”

Mercoledì sera la formazione di Antonio Conte ospiterà la Lazio di Simone Inzaghi. Come arrivano le due squadre a questa sfida?

“La Lazio assieme a Inter, Juve e Napoli può far bene quest’anno. Ha un ottimo centrocampo e un Immobile ispirato. Qualche leggerezza in difesa però c’è. Spero che l’Inter, che ha il morale alto per i 12 punti, sfrutti le ripartenze.”

Questa estate ci sono stati molti cambi radicali nell’Inter, a cominciare dallo staff tecnico, per finire ai giocatori in rosa. Un nuovo allenatore, innesti di tutto rispetto a fronte, anche, di cessioni importanti. Dove può arrivare questa squadra?

“Potenzialmente e calcisticamente l’Inter può dominare l’Italia e l’Europa. L’unico dubbio è nella continuità caratteriale dei giocatori e della società, che a un certo punto diminuisce. Speriamo non accada quest’anno.” 

Un interista doc come te, come ha vissuto, e come sta vivendo tutt’ora, l’arrivo alla guida della squadra nerazzurra di un emblema della storia della Juventus come Antonio Conte?

“Non ho dubbi su Antonio Conte, perché è bravo, sa metter giù la squadra, è imponente e astuto. Se riesce a trasmettere sempre la sua mentalità ai ragazzi, è fatta.”

Al contrario, invece, la Lazio ha scelto di confermare tutti i suoi big, puntellando solo dove riteneva opportuno, senza stravolgere totalmente la squadra. A cosa potrebbe ambire la formazione di Simone Inzaghi?

“Scelta condivisibile quella di cambiare solo ciò che c’è da cambiare. Lo scorso campionato ha raccolto poco, ma con Luis Alberto, Correa, Milinkovic, Parolo e Immobile si può pensare sempre in grande. Simone Inzaghi è un bravo allenatore, ha molta grinta ed è ciò che serve alla Lazio.”   

C’è un giocatore della Lazio che ti piacerebbe vedere con la maglia nerazzurra?

“Immobile. Ciruzzo è uno dei pochi centravanti di mestiere rimasti. Gli dedico la mia canzone “Centravanti di mestiere”.”

Parlando invece di cose più concrete, stai lavorando a qualche nuova produzione? C’è qualche novità in arrivo per il futuro?

“Ho fatto un grande tour con più di 50 date in tutta Italia dal nome DivertimenTour. Ho tantissime idee da concretizzare. Aspetto e spero che si apra qualche varco in Tv.”

Tra le tante canzoni che ha scritto, ce n’è una che tratta specificatamente l’argomento calcio, cioè quella intitolata “Centravanti di mestiere”, ispirata, se non erro, a Gilardino. Come e perché è nato quel testo?

“In realtà è ispirata a tutti i centravanti di mestiere e il primo a cui ho pensato è stato Alessandro Altobelli, storico centravanti dell’Inter degli anni 80-90, il grande Spillo!”

In futuro pensi sia possibile la realizzazione di altri brani che trattano questo tema, da parte tua?

“Certo, ben due canzoni, ma non voglio anticiparne il titolo perchè si svelerebbe il contenuto.”

Siamo alle fasi conclusive di questa intervista. Vuoi salutare qualcuno o lasciare un messaggio particolare?

“Un saluto alle due curve, a tutti i tifosi ed un incoraggiamento a fare sempre fair play in ogni situazione e competizione.”

A cura di Micaela Monterosso, Daniele Caroleo, Gianpiero Farina