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Impressioni di settembre: Paul Gascoigne, genio e sregolatezza

Il 23 Settembre 1992 era un mercoledì sera e a Roma si scatena uno di quei temporali che preludono all’ingresso della stagione fredda, salutando quella estiva  – per me da non dimenticare – perché passai vacanze meravigliose in Costa azzurra e alle Olimpiadi di Barcellona. Qui ho avuto modo di assistere, dal vivo, alla conquista della medaglia d’oro dell’Italia della pallanuoto contro i padroni di casa della Spagna, buttandomi poi in piscina con gli azzurri.  Ma avevo anche la consapevolezza che la mia Lazio stava compiendo un salto di qualità importante: con l’avvento di Sergio Cragnotti alla guida della società. Infatti venne portata a termine una campagna acquisti imponente. Arrivarono giocatori come Signori, Fuser, Cravero, Winter, ma soprattutto Paul Gascoigne, il fuoriclasse inglese acquistato un anno e mezzo prima dal Tottenham, che fece letteralmente sognare i tifosi biancocelesti.

Dall’infortunio al debutto con gol

Un infortunio, rimediato nell’ultima partita giocata con gli Spurs, in occasione della finale di Coppa d’Inghilterra, lo tenne fuori per più di un anno, facendo slittare il suo arrivo alla Lazio di una stagione e facendo inveire noi laziali contro quel destino sempre avverso. Ma quel 23 settembre, venne organizzata un’amichevole, tra la Lazio ed il Tottenham, per festeggiare il ritorno di Gascoigne al calcio giocato e, dopo appena cinque minuti, il fuoriclasse di Newcastle realizzò il primo dei tre gol con cui la Lazio sconfisse i bianchi di Londra. La rete venne accolta dal boato dei 30.000 presenti. Eh si, perché in quei periodi, anche le amichevoli avevano più presenze di una partita dell’attuale campionato. La simpatia e la guasconeria di Gascoigne conquistò tutti. Anche i più piccoli divennero laziali grazie a questo calciatore, tutto genio e sregolatezza, che però, in fin dei conti, non diede moltissimo in termini di risultati in quei tre anni trascorsi alla Lazio. Basti pensare al suo ulteriore e doloroso infortunio alla fine del secondo anno in biancoceleste, che gli precluse anche la terza e ultima stagione trascorsa nella Lazio.

Gascoigne, tre anni di pura estasi

In quei tre anni però regalò momenti di pura estasi, come in occasione del goal del pareggio contro la Roma, all’ultimo minuto, proprio sotto la Nord. Oppure dopo il goal memorabile a Pescara, uno dei più belli della storia del calcio. Gascoigne si infortunava spesso, è vero, ma fu un investimento importante a livello di immagine, facendo uscire la Lazio, una volta per tutte, dalla dimensione provinciale a cui era stata relegata per diversi anni e proiettandola a una crescita a livello internazionale, che si sarebbe tramutata in due finali europee consecutive, di cui una vinta nel 1999, e con la conquista della Supercoppa europea. Non è stata certamente fortunata la vita del giocatore inglese. Infatti ha rischiato più volte la vita per gesti violenti causati  dall’alcolismo. E questo problema lo ha portato spesso in clinica, oltre che in carcere. Ma l’affetto della gente laziale, nonostante tutto questo, non è, ovviamente, mai venuta meno, unitamente all’immensa riconoscenza per tutto quello che è riuscito a donare con la sua tecnica sopraffina e la sua simpatia. La sua battaglia per vivere  prosegue costantemente ormai da diversi anni, ma noi tifosi biancocelesti, seppur da lontano, continueremo a seguirlo e a sostenerlo con immenso affetto.