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Derby e mercato; due occasioni perse

Nel giro di due giorni la Lazio ha perso due grandi occasioni. Domenica la squadra, non vincendo un derby nel quale ha dominato l’avversaria facendola sembrare una squadra di categoria inferiore. Prendendole letteralmente a pallonate con 21 tiri in porta e 4 pali colpiti. Mostrando ancora una volta, un ottimo calcio ed un undici titolare in grado di disputare una stagione molto importante. Una squadra in grado di vincere con chiunque e poter lottare, con grandi possibilità, per un posto in Champions League. La Roma ha mostrato quelle grandi lacune che erano facilmente individuabili viste le tante cessioni. Molti giocatori interessanti sono stati acquistati dai rivali cittadini e messi a disposizione di Zorro Fonseca, il quale avrà bisogno di molto tempo per insegnare ai suoi calciatori, i nuovi dettami tattici.

Di questo gli uomini di Inzaghi hanno cercato di approfittare, costruendo una quantità industriale di occasioni da gol. Ma la giornata si è rivelata particolarmente sfortunata nell’ambito della finalizzazione di tanta mole di gioco. Errori di precipitazione e di poca freddezza, aggiunta alla sfortuna hanno portato ad un pareggio che delude i biancocelesti. Mentre sull’altra sponda viene accolto come un vero miracolo, come dei sopravvissuti ad un brutto incidente. Se tutto fosse andato come avrebbe dovuto, ci sarebbe stato un risultato tennistico a favore della Lazio. Tra  lo 0-3 a Genova ed il derby, la squadra di Inzaghi ha costruito una trentina di palle gol realizzandone solo 4.

Le due partite hanno si confermato la forza della squadra titolare, ma hanno anche confermato che non ci sono calciatori che dalla panchina ne possono modificare il volto a partita in corso. Da questo si evince come anche la campagna acquisti si è rivelata un’altra occasione persa. Era chiaro a tutti che la squadra avrebbe avuto bisogno di migliorare la qualità della rosa, e quindi, per assicurarsi un vantaggio sulle dirette concorrenti alla lotta per i primi quattro posti. Roma e Milan sono impegnate in un cambiamento molto profondo che richiederà del tempo prima di tornare ad essere, in modo autorevole, protagoniste per tale obbiettivo. Il solo innesto di Lazzari nell’undici titolare ne ha indubbiamente migliorato la qualità.

Ma potrebbe non bastare per disputare una stagione da vertice in campionato e per andare molto avanti, magari fino in fondo all’Europa League. Il mercato non può essere solo fatto dalle conferme dell’allenatore e dai suoi giocatori migliori. Non si può dire ai tifosi che la società è sempre in attivo, anche di 38 milioni, e poi fare quasi 0 a 0 tra entrate ed uscite di calciatori. Non si può promettere questa estate, attraverso interviste roboanti da parte di Lotito, di voler costruire una Lazio da primi posti nel calcio internazionale e di poter ambire, più o meno presto, anche al tricolore e poi fare il compitino in campagna acquisti. Un solo titolare ed altri 4 giocatori semi sconosciuti e tutti da scoprire.

Lo stesso Inzaghi ha bocciato il difensore Vavro acquistato per fare il titolare vicino ad Acerbi. Dopo averlo testato in tutte le amichevoli, al momento delle scelte che contano in campionato, gli ha preferito Luiz Felipe e nel derby, dopo la forzata uscita per il fallo da rosso diretto del tutelato Zaniolo, gli ha preferito Bastos. Inzaghi che al momento del rinnovo si era detto felice che la società gli avrebbe messo a disposizione dei calciatori scelti da lui. Non riesco a credere che il mister possa aver indicato questo tipo di campagna acquisti. Posso essere certo che ha chiesto la conferma dei suoi giocatori migliori, contribuendo a bloccare Milinkovic (e meno male) ma certamente si aspettava di più.

Un di più che si aspettavano tutti i tifosi biancocelesti, i quali sosterranno la squadra per tutta la stagione augurandosi che i 13-14 titolari bastino per tutte le competizioni e non ci siano intoppi. Perchè il blocco dei titolari è forte e può competere con tutti.

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