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Da Bergamo a Genova: Ciro e la carica dei 101

Ne è passato davvero tanto di tempo da quel 27 luglio del 2016. È infatti in quella data che Ciro Immobile è sbarcato a Roma, diventando l’attaccante della Lazio. Ma è passato anche tanto tempo da quel primo gol segnato a Bergamo contro l’Atalanta. Il bomber napoletano è diventato uno dei simboli e dei pilastri della squadra di Simone Inzaghi. E proprio l’allenatore dei biancocelesti è stato uno degli artefici della sua rinascita e del suo rendimento. “Se il mister dovesse andare via per noi sarebbe una grande perdita“, queste le sue parole al termine della passata stagione. Insomma, il traguardo dei 101 gol in Serie A con l’aquila sul petto, raggiunto grazie alla doppietta di domenica scorsa con la Sampdoria, non è certo frutto del caso.

23 gol per cominciare

Era tantissima l’attesa che regnava attorno al buon Ciro per la sua prima stagione alla Lazio. L’attaccante veniva da due stagione deludenti con Borussia Dortmund e Siviglia. Ma, già al debutto contro l’Atalanta, Immobile torna a fare quello che più gli riesce: segnare. Serve davvero poco e nulla al classe ’90 per entrare nei meccanismi inzaghiani. La doppietta con l’Udinese del 1 ottobre 2016 ne dà la conferma definitiva. Il napoletano trova la via della rete con continuità e lo score a fine campionato segna il numero 23. Un risultato davvero niente male, per un giocatore che si è definitivamente ritrovato.

Capocannoniere, ma sogno Champions infranto

La seconda annata in biancoceleste è quella dove Immobile si scatena. Lo si capisce fin dal primo match, quando con una doppietta stende la Juventus in Supercoppa. E questo è davvero soltanto l’inizio. Il 10 settembre 2017 arriva la sua prima tripletta con la maglia della Lazio. È il giorno di Lazio-Milan 4-1, forse la più bella partita disputata da Ciro da quando è sbarcato nella Capitale. Anche se tre, in questo caso, non rappresenta il numero perfetto. Infatti Immobile, nella sfida del 6 gennaio 2018 sul campo della Spal, mette a segno addirittura quattro gol. Insomma, basterebbe questo per capire. Una cavalcata straordinaria, che stava conducendo la squadra di Inzaghi a raggiungere il tanto agognato sogno Champions. Una cavalcata che però si infrange proprio sul più bello: il 29 aprile del 2018, durante la sfida contro il Torino, l’allora 28enne si infortuna, lasciando i capitolini senza il loro bomber. Rientra nello spareggio decisivo con l’Inter in condizioni non certo ottimali, ma dando anima e cuore. Non basta. Il sogno Champions si infrange in una notte maledetta. I 29 gol e il titolo di capocannoniere hanno un sapore a dir poco dolceamaro.

La stagione più difficile

La terza stagione con la maglia della Lazio per il buon Ciro sembra irrimediabilmente diventare quella della conferma, ma finisce per essere la più difficile. I biancocelesti nel girone d’andata vivono di alti e bassi, ma l’attaccante è una delle poche certezze. L’ex Siviglia si carica più volte la squadra sulle spalle, mostrandosi un vero e proprio leader. Con il tempo però la fortuna gli volta le spalle. Immobile fa collezione di legni e il gol inizia a non arrivare più. Il napoletano finisce per rabbuiarsi e innervosirsi. Il tutto è fortemente amplificato da quello che vive in nazionale. Il nuovo commissario tecnico Mancini non sembra considerarlo più di tanto e il numero 17 dei capitolini ne soffre e non poco. Chiude l’anno con 14 gol in campionato e 19 in tutte le competizioni, ma alzando comunque la Coppa Italia. Una consolazione non da poco.

Il resto è storia fin troppo recente. Il resto è storia della doppietta realizzata a Marassi, che gli ha permesso di toccare quota 100 e poi di superarla. La carica dei 101: potrebbe essere tutto riassunto così. Una carica che dovrà servire alla Lazio per raggiungere un sogno chiamato Champions. E la prossima fermata sarà di quelle importanti: il derby. La Roma è avvisata: Re Ciro è tornato. Perché da Bergamo a Genova ne è passato tanto di tempo, ma la sua voglia e la sua fame di gonfiare la rete sono rimaste inevitabilmente le stesse.

Gianpiero Farina

Sardo d'origine, romano d'adozione. Il giornalismo, soprattutto sportivo, e la Lazio le mie più grandi passioni. Cresciuto tra il mare e il mito di Juan Sebastian Veron, ho deciso di trasferirmi nella Capitale per provare a trasformare i miei sogni in realtà.

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