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Parlano le figlie di Diabolik: “L’immagine che si sta diffondendo di nostro padre è palesemente distorta e strumentale”

Dopo l’appello della moglie e della sorella, arriva anche quello delle figlie di Fabrizio Piscitelli. Giorgia e Ginevra, hanno cosi parlato a proposito del divieto del questore di Roma, riguardo la possibilità di svolgere pubblicamente il funerale di loro padre:

“In un momento di così grande dolore risulta incomprensibile come a nostro padre, che non ha mai avuto condanne per associazione, e il cui killer ad oggi è ancora sconosciuto, il questore di Roma abbia deciso di applicare gli stessi divieti di celebrazione del funerale che altri questori hanno applicato a personaggi di spicco della criminalità organizzata, ristretti fino alla loro morte in regime di 41bis OP. I precedenti con la giustizia, debitamente scontati da nostro padre, contrastano con l’immagine distorta che si sta diffondendo, palesemente strumentale a giustificare la legittimità di un provvedimento, adottato dal questore nell’immediato della morte di papà, che non era sottoposto ad alcuna misura restrittiva della sua libertà. Riteniamo che la tutela dell’ordine pubblico e della sicurezza dei cittadini, di cui all’art. 27 co. 2 Tulps, non possa spingersi al punto di vietare che Fabrizio, nostro padre, assolto da ogni reato di associazione, abbia una cerimonia secondo l’ordinario rito funebre cattolico, all’interno della chiesa parrocchiale, che è per altro sottoposta alla giurisdizione della Santa Sede. Crediamo che chiunque al nostro posto avvertirebbe l’ingiustizia che, comprensibilmente, in un momento così drammatico ci sta arrecando ancora più dolore”.

Andrea Solazzi

Nato a Roma il 6 Luglio del 1998. Attualmente studente di filosofia e aspirante giornalista. Sono quell'amico che puoi svegliare nel cuore della notte per parlare del potenziale inespresso di Meghni.

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