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Il Messaggero| Morte Diabolik, nuovi sviluppi nelle indagini: si batte la pista del narcotraffico albanese

Continuano a trapelare nuovi dettagli dalle indagini sull’omicidio di Fabrizio Piscitelli. Secondo la ricostruzione de ‘Il Messaggero’, il Diablo aveva appuntamento al Parco degli Acquedotti con qualcuno che conosceva. Lo conferma anche il fatto che non ci fosse nessuno con lui, tranne il suo autista (esperto di arti marziali). Non c’era la sua scorta, invece, che solitamente era sempre con lui.

Gli investigatori sono di fronte ad un rebus: chi ha tradito Diabolik? Le indagini proseguono per omicidio volontario aggravato dal metodo mafioso. Una delle piste seguite dagli inquirenti porta agli ambienti della mafia albanese. Le modalità dell’esecuzione fanno immediatamente pensare ad un messaggio volutamente lanciato all’intera piazza di Roma nell’ambito di una guerra per il controllo del narcotraffico nella Capitale.

Proseguono gli interrogatori dei testimoni da parte della Squadra Mobile diretta da Luigi Silipo; amici, familiari e conoscenti sono stati ascoltati nelle ultime ore ed è stato ascoltata anche il suo autista, che era seduto con lui al momento dell’omicidio e che ha chiamato i soccorsi ma non avrebbe indicato nulla di utile alle indagini: “Non so chi doveva incontrare, mi ha chiesto solo di accompagnarlo perchè aveva bisogno di un passaggio e gli era stata ritirata la patente”.

Non è chiaro se il killer volesse uccidere anche lui – pare che la pistola si sia inceppata dopo il primo colpo mortale a Piscitelli – ma è certo che il colpo è stato esploso da mani esperte, cogliendo di sorpresa anche uno come Diabolik, sempre guardingo e attento.

Gli inquirenti stanno lavorando per ricostruire gli ultimi giorni di Diabolik, trascorsi tra famiglia e amici della Nord; non sono emerse liti o discussioni. La mattina dell’omicidio, è andato dal suo tatuatore di fiducia per farsi tatuare un teschio sulla gamba; tatuaggio che ora assume tutta un’altra valenza. Subito dopo si è recato alla sede degli Irriducibili a via Amulio, sempre accompagnato dal suo autista. Insieme hanno pranzato per poi recarsi all’ultimo appuntamento.

Sono al vaglio anche le immagini della telecamera privata posta al secondo piano del civico 269 di via Lemonia, proprio di fronte al luogo dell’omicidio. Due testimoni hanno riferito di aver visto fuggire il killer in direzione della Chiesa di San Policarpo, dove altre telecamere potrebbero averlo ripreso.

Micaela Monterosso

Social Media Manager appassionata di calcio, musica e scrittura. Cresciuta con il mito di Beppe Signori e Sinisa Mihajlovic all'ombra dell'Alberone, fino a quando non è crollato. Oggi vivo in Valdichiana, senza miti e con tanti alberi.

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