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Leggo | Lazio, parla Lotito: “La sicurezza passa dallo stadio”. E su Milinkovic…

Tra mercato, stadio, sicurezza e possibili ruoli istituzionali. Possono essere riassunte così le dichiarazioni del presidente Lotito, rilasciate ai microfoni di ‘Leggo’. Queste le sue parole: Lo stadio porta l’incremento economico-patrimoniale, la fidelizzazione e la sicurezza. Innanzitutto dà la possibilità di aumentare i guadagni in maniera esponenziale fino a raddoppiarli, perché l’impianto sarebbe vissuto 365 giorni l’anno e 24 ore al giorno, con un incremento di 50-70 milioni. Con lo stadio sempre aperto si porterebbe avanti il processo di fidelizzazione e appartenenza. Poi c’è la sicurezza. Infatti avremmo il controllo assoluto e l’impianto sarebbe facilmente raggiungibile”.

MILINKOVIC –Io creo un rapporto familiare con i calciatori. Se mi dovesse porre un problema per la propria soddisfazione di carriera io sarei pronto ad accontentarlo. Penso che sia normale che un giocatore che dimostra di essere internazionale aspiri a giocare in un grandissimo club. Non siamo ancora arrivati a questa fase, ma se un calciatore dovesse venire da me in maniera figliale troverei ingiusto privarlo di questa opportunità. In più oggi avrei meno argomenti. Inoltre, se vuoi mantenere un clima armonico, devi cercare di accontentare i giocatori”.

OBIETTIVO CHAMPIONS – “In questi ultimi anni abbiamo avuto diverse opportunità, ma le abbiamo sprecate. Dovremo fare tesoro di questa esperienza. Abbiamo colmato questo vuoto con la Supercoppa Italiana e la Coppa Italia, ma spero ci siano le condizioni per far esprimere la squadra al 100%. Vogliamo raggiungere un obiettivo che meritiamo per la qualità della nostra organizzazione. Per vincere serve il connubio di tutte le componenti: dallo staff tecnico, passando per magazzinieri, fisioterapisti, medici, preparatori, collaboratori, fino a società e tifosi. Guardate tre anni fa che cosa è successo con il Leicester, che ha ottenuto un risultato impensabile grazie al clima che si era creato attorno alla squadra. Devo essere come un buon padre di famiglia, che vive il quotidiano ma che si proietta sul futuro. Altrimenti facciamo il gioco della cicala, secondo cui oggi ci siamo e domani non più. Rivendichiamo la nostra stabilità. Alla Lazio oggi c’è certezza del futuro”.

CANDIDATURA A SINDACO – “Ho un forte senso civico e quando presi la Lazio lo feci perché c’era un patrimonio storico-sportivo da conservare. Quindi sono pronto a dare il mio contributo. Ho una visione della Repubblica di Platone, dove tutti quelli che potevano dare un contribuito si dovevano mettere a disposizione della comunità. Fare il sindaco ti dà la gioia di avere il rapporto con le persone, un contatto umano quotidiano, ma poi dopo calarsi in una realtà come Roma è un lavoro immane e per chi ha una mentalità come la mia, che vuole risposte immediate, non è facile. Ripeto però che sono a disposizione se fosse richiesto un mio contributo concreto di idee e di esperienza”.

 

Gianpiero Farina

Sardo d'origine, romano d'adozione. Il giornalismo, soprattutto sportivo, e la Lazio le mie più grandi passioni. Cresciuto tra il mare e il mito di Juan Sebastian Veron, ho deciso di trasferirmi nella Capitale per provare a trasformare i miei sogni in realtà.

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