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Ezio Sclavi, il portiere-pittore che restò in campo con la testa rotta durante il derby

116 anni fa a Beccaria nasceva Ezio Sclavi, una delle bandiere biancocelesti più amate di tutti i tempi.

Sclavi venne tesserato dalla Società Sportiva Lazio nel 1923 mentre era a Roma per svolgere il servizio militare. Vestì la maglia della Prima Squadra della Capitale da allora fino al 1934 collezionando ben 250 presenze.

Celebre il derby con la Fortitudo ( non ancora esisteva la A.S Roma) del 7 dicembre del 1930 ( risultato finale 1-1) , derby in cui il portiere biancoceleste si ruppe la testa nello scontro aereo  con il giallorosso Volk per evitare il gol di quest’ultimo ma decise comunque di restare in campo con la testa fasciata. Venne premiato poi dai soci con la medaglia d’oro al valore per il coraggio e l’attaccamento alla maglia che aveva dimostrato.

Antifascista e con un fratello anarchico, manifestò  anche una grande passione per la pittura alla fine degli anni ’20, incontrando i pittori di via Margutta e del Caffè Rosati di Roma.

Eroe di un calcio dal sapore antico Ezio Sclavi , un calcio in bianco e nero molto diverso da quello dei tempi moderni.

Antonella Amoroso

Tifosa della Prima Squadra della Capitale da sempre e per sempre.

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