Adesivi antisemiti: dalla Camera al Coni, passando per il Campidoglio e la Comunità Ebraica, le reazioni

Per i volantini antisemiti affissi ieri a Roma, nelle zone di Prati e Balduina, sarebbero stati distribuiti nella notte in concomitanza con i festeggiamenti per i 119 anni  della Lazio. In merito alla vicenda hanno commentato quanto e accaduto, il direttore del TgLa7, Enrico Mentana, la sindaca Virginia Raggi, il presidente della camera Roberto Figo, il presidente del Coni, Giovanni Malagò, il presidente della comunità ebraica, Ruth Dureghello e il giornalista Gad Lerner. Di seguito i loro commenti:

Il direttore del Tg La7 Enrico Mentana: “Lo schifo più assoluto in nome del tifo, due giorni dopo la riunione al Viminale, riferendosi all’incontro con il ministro Salvini sulla violenza negli stadi dello scorso lunedì.”

La sindaca Virgina Raggi: “Ferma condanna per i manifesti antisemiti comparsi a Roma. Il calcio non può essere divisione e intolleranza”.

Il presidente della Camera, Roberto Fico, condanna il gesto: “Quando il tifo diventa violenza, razzismo e antisemitismo è una sconfitta per tutti. Sia quando succede negli stadi sia quando accade fuori. Gli episodi di queste ore che riguardano una parte del tifo organizzato sono davvero preoccupanti e impongono a tutti noi una riflessione”.

Il presidente del Coni, Giovanni Malagò, ha affermato: “Adesivi antisemiti romanisti? Ho letto, è incredibile. Ho visto gli incidenti di ieri tra laziali è pazzesco. Sono allibito, senza parole. A chi gli chiede se nota un clima di tensione intorno al mondo ultrà risponde, Spero sia solo casuale, spero di no e mi auguro che non sia così altrimenti sarebbe un enorme passo indietro”.

Il presidente   della comunità ebraica, Ruth Dureghello, lancia un’accusa: “Quei volantini sono un’ulteriore dimostrazione che razzismo e antisemitismo nel calcio non hanno colore e che serve una soluzione definitiva per debellare il problema. Temo, come sta avvenendo in questi giorni, che spesso si parli di razzismo nello sport senza la volontà di risolvere definitivamente la questione. Se si vuole sconfiggere l’odio c’è bisogno di impegno vero di tutti”.

Sulla vicenda è intervenuto il giornalista Gad Lerner. Sentito dall’AdnKronos sostiene che il gesto indica: “Un’escalation di sfregio alla memoria storica di cui si nutre la violenza di oggi. Le pietre di inciampo asportate a Roma, poi la targa in memoria dei bambini ebrei accolti a Sciesopoli sopravvissuti alla shoah e rimasti orfani, poi lo sfregio ad Anna Frank ed infine questo episodio. Tutto per poter dire non ce ne importa un fico secco del razzismo di ieri per rivendicare il razzismo di oggi”.

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