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Il Tempo, Durmisi: “Lazio, ecco perchè non gioco”.

Doveva essere uno dei rinforzi, uno degli uomini in più della Lazio di Simone Inzaghi di quest’anno. Riza Durmisi, però, si è visto davvero molto poco nel corso di questa prima parte di stagione. 8 presenze per un totale di appena 438 minuti, era arrivato come vice Lulic, si è visto scavalcare nelle gerarchie con il passare delle settimane. Soprattutto dopo il rientro di Lukaku.

L’ex esterno del Betis Siviglia ha trovato maggiormente spazio in Europa League, ma gli infortuni che lo hanno tormentato in questi mesi non gli hano permesso di esprimersi al meglio. L’anno appena terminato si è chiuso, infatti, con un nuovo guaio muscolare, al quadricipite della coscia destra, che lo hanno costretto ai box in occasione delle sfide di campionato contro Bologna e Torino. Per curarsi è volato in Spagna, a Siviglia, da uno specialista. Per curare una patologia che non gli da tregua ormai da diverso tempo.

Spero di essere riuscito finalmente a trovare una soluzione per risolvere il problema alla schiena che mi tormenta da due anni. – ha raccontato lo stesso Durmisi nel corso di un’intervista pubblicata sull’edizione odierna de “Il Tempo” – Sono stato da uno specialista a Siviglia per risolvere questo problema una volta per tutte. Ecco perchè non sono stato convocato contro il Bologna e contro il Torino.”

I numerosi stop di questa prima parte di stagione con la maglia biancoceleste sono dunque legati a questo autentico calvario che accompagna il calciatore da anni. E del quale lo stesso ha quindi voluto parlare durante questi giorni di vacanza che Riza sta trascorrendo in Danimarca: “Nel 2016 sono caduto davanti casa mia, mi è stato detto di aver preso troppi antidolorifici e aver fatto troppe infiltrazioni. Avrei dovuto fermarmi, ma volevo mettermi in luce una volta sbarcato nella Liga spagnola.”

La problematica dunque si trascina fin dai tempi in cui militava nel Brondy, ed è poi continuata in Spagna, durante la sua esperienza al Betis. Riza, soprattutto nell’ultima stagione al Siviglia, si è imbottito di antidolifici, continuando a giocarci sopra, per non perdere il mondiale in Russia con la sua Danimarca. E alla fine non ha ricevuto neanche la convocazione: “il 2018 è stato il peggior anno per la mia carriera”.

Letteralmente perseguitato dalla sfortuna. Anche dopo il suo arrivo in quel di Formello. Prima i diversi stop muscolari, causati proprio dal suo problema alla schiena. E poi quella lussazione al gomito in occasione della partita di Europa League contro l’Eintracht Francoforte, che lo ha tenuto fermo per un mese. Ora, piano a piano, sta cercando di archiviare questi mesi e queste problematiche fisiche. “Non sto facendo più infiltrazioni e sto meglio. Adesso dobbiamo vedere quando sarò al massimo della condizione. Lo saprò non appena tornerò a lavorare, ma se tutto andrà come credo, non ho paura di dire che il 2019 sarà il mio anno. Alla Lazio ho ricominciato a giocare, ma non abbastanza.”

Daniele Caroleo

Giornalista pubblicista. Tifoso della Lazio. Mi piace lo sport (con una particolare predilezione per il calcio), scrivere e fotografare.

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