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Le pagelle del 2018, i difensori: Acerbi non fa rimpiangere de Vrij, ma il resto…

Anello debole. È in questo modo che può essere definita la difesa della Lazio. Il reparto arretrato è sempre stato il punto debole della squadra di Inzaghi. Per di più il 2018 è stato l’anno dell’addio di de Vrij, sostituito da Acerbi. Ecco le pagelle dei difensori dei capitolini nell’anno che sta per concludersi.

BASTOS: difficile giudicare l’angolano. In difesa non dà mai garanzie e sicurezza, a causa delle sue continue distrazioni e dei suoi fin troppo noti cali di concentrazione, ma il suo apporto in fase offensiva è sempre importante. Due i gol realizzati nel 2018, di cui uno in Europa League contro lo Steaua Bucarest. In questi mesi di inizio stagione è stato utilizzato con il contagocce, ma chissà che il 2019 non gli riservi qualche minuto in più. DISTRATTO. VOTO 5

WALLACE: l’ultima partita dell’anno, quella con il Torino, è forse l’emblema del suo 2018, ossia errori continui. Eppure per buona parte dell’anno gioca titolare, fornendo, in alcune occasioni, anche prestazioni discrete. Il punto più alto è senza alcun dubbio Juventus-Lazio, dove riesce a limitare Cristiano Ronaldo. Una luce in troppo buio. INCUBI BRASILIANI. VOTO 4,5

CACERES: arriva a gennaio quasi da salvatore della patria o comunque con i galloni di colui che deve rinforzare e completare la difesa della Lazio. Invece, eccetto qualche rarissima occasione, delude e con, il passare delle settimane, finisce ai margini del progetto biancoceleste. L’immagine della sua avventura capitolina rischia irrimediabilmente di essere il liscio nell’azione del gol di Pellegrini nel derby contro la Roma. L’addio a gennaio sembra essere cosa certa. BOCCIATO. VOTO 5

RADU: esperienza, personalità, carattere e grinta. Il rumeno ormai vive la Lazio come una sorta di seconda pelle. Un 2018 da protagonista e da leader, con prestazioni quasi sempre più che positive. La difesa a tre lo ha fatto rinascere e il buon Stefan sta vivendo una sorta di seconda giovinezza. LAZIALE NELL’ANIMO. VOTO 6,5

LUIZ FELIPE: Era il 31 gennaio quando, in quel di San Siro nella sfida di Tim Cup contro il Milan, ha incantato e stupito tutti. Da quel giorno il brasiliano ha scalato le gerarchie, diventando un titolare quasi inamovibile. Il campionato in corso è iniziato con un problema fisico, che ne ha rallentato la crescita e che l’ha portato a trovare meno spazio. Il 2018 però è terminato nel migliore dei modi, sia dal punto di vista professionale, con il gol in quel di Bologna, che personale, con la nascita del piccolo Diego. IN ASCESA. VOTO: 7

ACERBI: arrivato quest’estate, dopo una lunga ed estenuante trattativa con il Sassuolo, già dopo poche settimane è diventato il pilastro indiscusso e imprescindibile della difesa della Lazio. Inzaghi lo ha chiesto a gran voce per la sua personalità, la sua esperienza, il suo carattere e la sua perfetta conoscenza della Serie A. Caratteristiche che il 30enne ha perfettamente confermato sul campo, dove si è anche tolto la soddisfazione di realizzare tre gol. E in più, alcune dichiarazioni, fanno capire come si sia perfettamente ambientato e sia già diventato leader. LEONE. VOTO 8

DE VRIJ: l’olandese è stato uno dei più grandi protagonisti della cavalcata e di una Champions sfumata all’ultimo. Già, la Champions sfumata. Perché, nonostante i gol, le prestazioni sontuose e l’eleganza, l’immagine e il ricordo del centrale orange resterà sempre quel fallo su Icardi in Lazio-Inter. Cattivi pensieri e dietrologie sono ancora all’ordine del giorno e fanno da sfondo a un addio a dir polemico. Quest’ultimo però non può cancellare il rendimento sul campo, per quanto tenda comunque a offuscarlo. QUOQUE TU STEFAN MI. VOTO 7.

CONFRONTI – Difficile non pensare a un confronto Acerbi e de Vrij. Per il momento il nazionale italiano non sta facendo rimpiangere l’attuale difensore dell’Inter. Quest’ultimo forse prevale in tecnica ed eleganza, ma il buon Ace si fa valere per carattere, predominanza fisica e capacità di guidare la difesa. Insomma, forse è lui il dominante cercato per tanto tempo dalla Lazio. Senza voler sminuire qualcuno. O forse sì.

 

Gianpiero Farina

Sardo d'origine, romano d'adozione. Il giornalismo, soprattutto sportivo, e la Lazio le mie più grandi passioni. Cresciuto tra il mare e il mito di Juan Sebastian Veron, ho deciso di trasferirmi nella Capitale per provare a trasformare i miei sogni in realtà.

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