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Inter midfielder Radja Nainggolan reacts after missing a shot on goal during a Group B Champions League soccer match between PSV and Inter Milan at the Philips stadium in Eindhoven, Netherlands, Wednesday, Oct. 3, 2018. (ANSA/AP Photo/Peter Dejong) [CopyrightNotice: Copyright 2018 The Associated Press. All rights reserved.]

L’Inter punisce Nainggolan dopo l’ennessima bravata: il Ninja colpisce ancora!

L’ex centrocampista della Roma, attualmente in forza all’Inter, Radja Nainggolan, è stato punito dalla società nerazzurra per essersi presentato in notevole ritardo agli allenamenti. Per lui è scattata una sospensione a tempo indeterminato, a causa della quale non potrà neanche essere convocato per la partita di domani contro il Napoli. La società inoltre sta valutando la possibilità di una multa nei confronti del calciatore belga.

Laconico, ma anche piuttosto chiaro, il comunicato dell’Inter, pubblicato nelle scorse ore sul sito della società nerazzurra: “FC Internazionale Milano comunica che Radja Nainggolan è momentaneamente sospeso dall’attività agonistica per motivi disciplinari!” Dopo tale provvedimento l’ex giallorosso ha anche bloccato i suoi account social, in particolare Instagram.

Radja, tra l’altro, non è nuovo a questo genere di situazioni. La sua carriera calcistica in Italia è stata sempre accompagnata da comportamenti e da episodi alquanto particolari al di fuori del rettangolo di gioco. Basti pensare, ad esempio, quando Nainggollan finì nella bufera dopo un litigio con la moglie Claudia per motivi di gelosia. Era il luglio del 2014 e lui giocava ancora con il Cagliari, In quella occasione il belga avrebbe addirittura perso la testa dopo che la moglie gli avrebbe svelato di aver letto alcuni sui sms. Dalle parole grosse e dalle urla, si sarebbe addirittura arrivati alle mani e la donna, riempita di schiaffi e pugni, sarebbe stata costretta a barricarsi in auto. Successivamente, al pronto soccorso, le vennero anche assegnati assegnati 20 giorni di prognosi. La coppia, però, fece pace subito dopo, provvedendo a smentire l’intera ricostruzione. “Solo per litigio! Non ho assolutamente messo le mani addosso!!! Ma scherziamo…?”, furono le parole di Nainggolan, pubblicate su Twitter. Seguite a ruota da quelle della sua compagna: “Chi è che non litiga con il proprio marito? Si è trattato solo di un diverbio. La vita di coppia è fatta di amori e litigi, i soldi non c’entrano”.

Qualche anno più tardi, nel marzo 2017, poi, Nainggolan venne fermato in Belgio, alle 7 di mattina, di ritorno da una serata in discoteca. Era il giorno dopo la partita Belgio-Grecia. La polizia belga ha sostenuto che il calciatore avesse un tasso alcolico di 2 milligrammi per litro, quattro volte, quindi, il limite consentito. Una ricostruzione, anche in questo caso, totalmente negata dall’ex giallorosso, che invece ha sempre sostenuto che alla guida dall’auto ci fosse il suo amico Zinho Chergui, un ex giocatore professionista. Una versione che però non ha convinto il giudice: un anno dopo l’accaduto ecco che arriva dunque la sospensione della patente per un mese ed una multa di 1600 euro.

Tutti ricordano poi, il capodanno, un po’ sopra le righe, del 2018, con Nainggolan che pubblica una serie di video, poi rimossi, della festa di fine anno alla quale lui stava partecipando, durante i quali lui fumava, beveva e bestemmiava in evidente stato di ebrezza. Le scuse del giorno dopo non servirono a placare la rabbia della società giallorossa, che decise di multarlo e di non convocarlo per la successiva sfida contro l’Atalanta.

L’ultimo episodio, infine, è avvenuto giusto alcune settimane fa, quando il belga, si è recato, accompagnato da un uomo di fiducia dell’Inter, alla caserma dei carabinieri, per sporgere denuncia in merito ad un assegno clonato della cifra di 150mila euro. Soldi sarebbero stati sottratti al calciatore da una banda di malviventi del Lazio. Le indagini dei carabinieri, però, hanno invece scoperto che quell’assegno era destinato al Casinò di Montecarlo, per coprire una grossa perdita al gioco, in una serata di agosto. Un vizietto ricorrente, per il Ninja, visto che quello non sarebbe il primo assegno emesso e destinato nel Principato. L’assegno in questione, intanto, è stato incassato nel Lazio e toccherà alla procura di Velletri, dove sono state trasferite le indagini, scoprire di più sull’intera vicenda, andando anche a vagliare i filmati della banca che riprendono i malviventi che incassano i 150mila euro.

Daniele Caroleo

Giornalista pubblicista. Tifoso della Lazio. Mi piace lo sport (con una particolare predilezione per il calcio), scrivere e fotografare.

Daniele Caroleo ha 772 articoli e più. Guarda tutti gli articoli di Daniele Caroleo

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