“Che ce frega de Ronaldo, noi c’avemo er Matador…”: oggi Marcelo Salas compie 44 anni.

Marcelo Salas, detto “El Matador“, oggi compie 44 anni. Nato in Cile, a Temuco, il 24 dicembre del 1974, Salas ha legato gran parte della sua carriera da calciatore alla Lazio, con la quale ha vinto uno scudetto, una Coppa Italia, una Coppa delle Coppe ed una Supercoppa Europea.

Ed è proprio a quest’ultimo trofeo che forse è collegato uno dei ricordi più belli del Matador con la maglia biancoceleste. Il 27 agosto del 1999, infatti, a Montecarlo, si gioca la finale di Supercoppa Europea tra i vincitori della Coppa dei Campioni e quelli della Coppa delle Coppe (l’ultima della storia). La Lazio affronta quindi i campioni d’Europa del Manchester United: una squadra stellare guidata da un certo Sir Alex Ferguson. Una formazione, quella inglese, che tra le sue fila annoverava calciatori come David Beckham Gary e Phil Neville, Jaap Stam, Paul Scholes e Roy Keane. Ma anche la Lazio non era di certo da meno, visto che in campo poteva schierare Alessandro Nesta, Pavel Nedved, Juan Sebastian Veron, Dejan Stankovic, Roberto Mancini e, per l’appunto, Marcelo Salas.

El Matador entrerà a partita in corso, al 23′, in sostituzione di Simone Inzaghi, infortunatosi dopo un brutto fallaccio di Stam. La partita è ancora ferma sullo 0 a 0. E solo qualche minuto più tardi Marcelo stoppa di petto, al limite dell’area avversaria, un passaggio a mezza altezza di Roberto Mancini, e subito dopo scarica il suo sinistro scagliando il pallone alle spalle dell’estremo difensore van der Gouw, che può solo deviare, ma non riesce ad impedire che la palla finisca in rete. La Lazio è in vantaggio per 1 a 0. Un risultato che resterà invariato fino al triplice fischio del direttore di gara, e consacrerà la squadra biancoceleste sul tetto d’Europa.

Quel gol di Salas entrerà dunque di diritto nella storia della squadra capitolina. Ma Marcelo è entrato nei cuori dei tifosi biancocelesti fin dal sua arrivo in quel di Roma. I laziali avevano avuto modo di vederlo in azione nel corso del mondiale del 1998, in Francia, con la maglia della sua nazionale, il Cile, dove segnò quattro reti (tre nel girone, che comprendeva anche l’Italia, che subì unsa sua doppietta, e uno contro il Brasile, agli ottavi di finale), ma Cragnotti se lo era assicurato già da gennaio.

Con la Lazio segnerà ben 43 gol, in 106 presenze, contribuendo fattivamente alla conquista dei numerosi trofei di quegli anni. E ogni qualvolta spingeva la palla in rete festeggiava sempre nello stesso modo: iniziava con il segno della croce, proseguiva con l’inchino tipico dei toreri e concludeva con il dito alzato. Mentre lo stadio intero intonava il coro “Che ce frega de Ronaldo, noi c’avemo er Matador…”.

Da alcuni anni a questa parte, dopo aver appeso gli scarpini al chiodo, Salas è il presidente ed il Direttore Sportivo dell’Union Temuco, squadra che attualmente milita nella Serie B cilena. E oggi compie gli anni. 44, per la precisione. A lui, indimenticabile eroe della Lazio stellare, giungano i migliori auguri della redazione di “Noi Biancocelesti” e di tutti i tifosi laziali.

Daniele Caroleo

Giornalista pubblicista. Tifoso della Lazio. Mi piace lo sport (con una particolare predilezione per il calcio), scrivere e fotografare.

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