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La favola di Joaquin Correa: dalle Ande agli Appenini, inseguendo un sogno

Il suo gol al 94′ minuto ha permesso alla Lazio di strappare il pareggio, più che meritato, contro il Milan di Gennaro Gattuso. Arrivato questa estate a Formello, Joaquin Correa si sta ritagliando uno spazio sempre più importante con la maglia della Lazio, a suon di prestazioni davvero molto convincenti.

Nell’edizione odierna del Corriere dello Sport, Daniele Rindone, sottolinea la cosiddetta favola de “El Tucu“, che ricorda, per certi versi, quella del libro “Cuore” di De Amicis. Dagli appennini alle ande, Correa ha però seguito il percorso al contrario.

È nato proprio nei luoghi descritti nella celebre opera di Edmondo De Amicis, e precisamente a Juan Batista Aberti, città argentina della provincia di Tucuman (da qui il soprannome del calciatore), situata nelle Ande del nordovest. E ha poi raggiunto l’Italia e gli appenini, sbarcando prima a Genova, sponda Sampdoria, per poi approdare alla Lazio, passando da Siviglia.

La sua storia calcistica inizia ad 11 anni. Sostiene un provino con il River Plate, nella lontana Buenos Aires, situata a circa mille chilometri dalla sua città. Viene notato e qualche giorno dopo verrà richiamato per vestire la casacca della squadra giovanile del River. Ma la distanza da casa, la giovane età e la nostalgia, lo inducono, dopo un po’ di tempo, a far ritorno a casa: “Mio padre mi disse che se stavo soffrendo così tanto era meglio tornare a Tucuman”, racconta lo stesso Correa.

A 14 anni, però, si trasferì a La Plata, nell’Estudiantes. Si sentiva finalmente pronto e trovò un ambiente molto “familiare” che gli diede la possibilità di inserirsi ed ambientarsi molto più facilmente. “All’Estudiantes ho imparato molto, come giocatore e come uomo. Nel club infondono la filosofia del vincere e dell’unione, il rispetto. È come una famiglia che ti insegna a vivere”.

A La Plata conosce Veron, un vero idolo, una sorta di esempio per il giovane calciatore. “Mi ha protetto e mi ha insegnato molto quando ero un bambino. Mi ha insegnato molto di ciò che sono”. Veron lo ha seguito passo dopo passo, passandogli poi il testimone nei giorni del suo addio al calcio.

Con l’Estudiantes esordì con la squadra maggiore, dopo aver conquistato anche la maglia della nazionale argentina dell’under 17, dell’under 18 e dell’under 20. Quella della nazionale maggiore arrivò poi nel giugno 2017, durante la sua esperienza nel Siviglia. Molto prima di arrivare alla Sampdoria, fece anche un provino con l’Inter, che provò ad acquistarlo dalla squadra di La Plata. Ma anche in quell’occasione fu importante l’intervento di Veron, che non cedette alle offerte dei nerazzurri: “Correa resterà con noi. Esploderà con noi”.

Poi, finalmente, il viaggio in Europa e l’arrivo in Italia. L’esperienza doriana, il trasferimento in Spagna ed il ritorno nuovamente in Italia. Alla Lazio. Dove si sta facendo apprezzare per le sue doti e per i suoi gol.

Una favola, in perfetto stile libro “Cuore”. Che siamo certi, però, sia solo all’inizio.

Daniele Caroleo

Giornalista pubblicista. Tifoso della Lazio. Mi piace lo sport (con una particolare predilezione per il calcio), scrivere e fotografare.

Daniele Caroleo ha 691 articoli e più. Guarda tutti gli articoli di Daniele Caroleo

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