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Lazio, tra infortuni e ricadute. Solo sfortuna?

Lucas Leiva in dubbio per la sfida contro il Milan. È questa la notizia in casa Lazio. Il brasiliano è ancora alle prese con un problema all’adduttore. A molti tornerà in mente il suo recupero lampo e il suo utilizzo nella sfida contro il Sassuolo di circa dieci giorni fa. Infortunio e ricaduta: un qualcosa che, in casa biancoceleste, è accaduto fin troppe volte.

LUCAS BIGLIA – Il primo caso è sicuramente quello di Lucas Biglia. L’argentino è stato vittima di numerosi infortuni, anche a causa della sua fragilità fisica. C’è però un episodio che sembra connettersi con quanto accaduto a Lucas Leiva e risale alla stagione 2014/2015. Il sudamericano aveva saltato gran parte delle ultime partite di quell’annata, tra cui anche la finale di Coppa Italia contro la Juventus. Pioli aveva deciso comunque di rischiarlo nel derby contro la Roma di qualche giorno dopo. L’ex Anderlecht era però stato costretto a uscire proprio per il riemergere dell’infortunio e a saltare l’ultima decisiva sfida contro il Napoli. Fortunatamente la Lazio era riuscita a centrare la qualificazione in Champions, altrimenti molto probabilmente non sarebbero mancato le polemiche per la gestione dell’attuale centrocampista del Milan.

MARCO PAROLO – La mezzala di Gallarate è senza alcun dubbio uno dei giocatori con più presenze nelle ultime stagioni. Molte volte però si è parlato della necessità di preservarlo e di farlo riposare, pena alcuni problemi fisici. E sono proprio questi ultimi ad averlo costretto a dare forfait nelle ultime partite del passato campionato, con la Lazio in piena corsa Champions. Un ko arrivato nel riscaldamento del match contro la Fiorentina. Ma ecco che nella sfida contro la Sampdoria, svoltasi solo quattro giorni dopo, Parolo scende in campo. La sua partita però dura soltanto 19′. Il più chiaro dei segnali di una ricaduta e di un recupero forse un po’ forzato. L’ex Parma è costretto a saltare le ultime quattro giornate contro Torino, Atalanta, Crotone e Inter. È lecito chiedersi come sarebbe finita la corsa per il quarto posto con lui in campo…

RADU E IMMOBILE – Discorso diverso per il rumeno, che il più delle volte è sceso in campo in condizioni fisiche non ottimali. Questo però fa parte del suo carattere, della sua personalità e del suo legame con una maglia che sente come una seconda pelle. Un po’ come Immobile. Un po’ come quel maledetto Lazio-Inter, in cui Ciro ha voluto esserci a tutti i costi. Anche con una gamba sola. Perché quel 20 maggio ci si giocava una stagione. E in una finale, come si è soliti dire, il gioco vale la candela.

IL CASO E L’ONDA EMOTIVA – C’è però un qualcosa che riporta al presente e a Sassuolo-Lazio. Il match del Mapei Stadium è arrivato dopo Lazio-Spal e Lazio-Marsiglia, due sfide in cui Danilo Cataldi aveva ritrovato prestazioni, carattere, determinazione e gol. Con i neroverdi sarebbe stato giusto schierare l’ex Benevento, sfruttando l’onda emotiva del suo momento positivo, e non Leiva? Con il senno di poi sarebbe fin troppo semplice rispondere di sì. Una maggiore fiducia nelle proprie riserve e alternative a volte è cosa buona e giusta. Al momento però, mentre la sfida contro il Milan si avvicina, si tratta solo di ipotesi. L’unica certezza è che ancora una volta l’inquilino della panchina biancoceleste si trova a sfogliare la margherita. Il “m’ama o non m’ama” diventa “gioca o non gioca”. Davvero è tutto solo frutto del caso?

Gianpiero Farina

Sardo d'origine, romano d'adozione. Il giornalismo, soprattutto sportivo, e la Lazio le mie più grandi passioni. Cresciuto tra il mare e il mito di Juan Sebastian Veron, ho deciso di trasferirmi nella Capitale per provare a trasformare i miei sogni in realtà.

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