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Il 5G entra nel calcio. Maurizio Martucci: “Non è una tecnologia sicura, salute in pericolo!”

Parigi chiama: “Il 5G spiegato dal mondo del pallone”. Roma risponde: “Non è una tecnologia sicura, la nostra salute, non solo di calciatori e tifosi, è seriamente in pericolo!” Prima squadra al mondo, i giocatori del Paris Saint Germain hanno appena sperimentato la differenza tra il 4G e il 5G. Non più solo telefonia mobile, Whatsapp e Facebook con lo Smartphone, ma pure estremizzazione della realtà virtuale, auto guidate senza conducente, milioni di mini antenne e droni in orbita satellitare. Nel video diffuso nei giorni scorsi dal club francese, si vedono simulazioni di gioco tra parate e tiri in porta. Mascherina interattiva sul viso, tipo film ‘ritorno al futuro’, con Thiago Silva sul campo c’è pure Marco Verratti: il 5G, tecnologia di quinta generazione, come in Francia sbarcherà nel 2019 anche in Italia.

Calcio tecnologico per vite robotizzate? E’ subito polemica. “Da Parigi arriva un segnale chiaro: le multinazionali e le grandi aziende del wireless utilizzano i calciatori come testimonial per far breccia tra i tifosi nel messaggio futuristico del 5G. Ma la realtà è un’altra, c’è un lato oscuro sottaciuto: da Gennaio saremo invasi da un vero e proprio tsunami di pericolosissime onde elettromagnetiche che non ha precedenti nella storia dell’umanità. E la scienza dice che il 5G si serve di onde possibili cancerogene, causa di tumori a cuore e cervello! Non c’è da scherzare …

La critica arriva da Maurizio Martucci, giornalista inquirente e scrittore notoriamente di fede laziale (sue le inchieste sui casi Sandri, Paparelli e Re Cecconi), ora impegnato in una battaglia in difesa della salute pubblica dopo l’uscita del suo ultimo libro d’inchiesta sull’elettrosmog (“Manuale di autodifesa per elettrosensibili, come sopravvivere a Wi-Fi e antenne di telefonia mobile mentre arriva il 5G”). Intervistato pure in America, il suo libro è finito in Vaticano nelle mani di Papa Francesco e del Ministro della Salute Giulia Grillo.

Secondo Martucci il pericolo 5G esiste ed è fondato: “Non discuto la comodità nelle relazioni o l’uso responsabile dei telefoni – ci dice in esclusiva Maurizio – ma il duro prezzo da pagare in cambio dell’iperconnessione permanente. Milioni di antenne a microonde millimetriche piazzate sui lampioni della luce, innalzamento delle soglie d’irradiazione forse fino a 110 volte più di oggi, droni in orbita nello spazio col Wi-Fi satellitare per un milione di oggetti simultaneamente connessi per chilometro quadro. Tutto avrà un microchip, tutto sarà tracciato, controllato e nessuno potrà più sottrarsi all’irradiazione di pericolose radiofrequenze. Con quali ripercussioni? Le città intelligenti saranno forni a microonde a cielo aperto, così gli stadi, e noi a fare da cavie…

Quindi c’è un pericolo? E quale sarebbe?
Lo dice l’Organizzazione Mondiale della Sanità, il massimo organismo di sanità del mondo che dal 2011 classifica l’elettrosmog nella lista nera degli agenti cancerogeni. E gli studi più aggiornati della scienza, resi noti proprio adesso, confermano il pericolo aumentandone la portata: rischio cancro a cuore e cervello. Ma si ha paura a dirlo, il sistema pare imbavagliato …. ”

Secondo te, perché?
“Guarda cos’hanno fatto a Parigi. Giovani calciatori che ridono, scherzano, si divertono col nuovo 5G come fosse una Play Station. Fanno da testimonial come un tempo Madonna o Michel Jackson lo sono stati per altri prodotti commerciali. Ma non è così. Perché adesso la questione è diversa, in ballo c’è la salute di tutti. Questa tecnologia si serve di frequenze inesplorate, radiazioni che avvolgeranno fino al 98% del territorio nazionale, 7 giorni su 7, 365 giorni l’anno, 24 ore al giorno. A Gennaio il 5G sarà sul mercato senza alcuno studio preliminare sul rischio sanitario…”

Davvero?
“Si, è esattamente così. Il 5G sarà un come salto nel buio. Oggi abbiamo due dati di fatto, incontrovertibili: tutti utilizzano i telefonini, ignari che gli studi che ne attestano i soli effetti termici sono vecchi di 20 anni e che il pericolo per la salute è certificato anche per un utilizzo moderato di una sola volta la settimana. Ed infatti è in crescita la popolazione ospedalizzata, i malati oncologici, soprattutto tra giovani e giovanissimi, la generazione iperconnessa. Guarda anche tra i calciatori, Acerbi nella Lazio come tanti altri finiti dentro un difficilissimo percorso senza capirne il perché. Non dico che dipenda sicuramente dall’inquinamento elettromagnetico, ci mancherebbe! Dico solo che il problema esiste e se la classe medica non sa fornire risposte certe, allora si prendano in considerazione le ipotesi della ricerca scientifica. Tutto questo non è normale. E col 5G, come dice il Ministro Di Maio, nulla sarà più come prima…”

In questi giorni sei impegnato in un tour in giro per l’Italia e stai facendo da portavoce alla campagna nazionale Stop 5G….
“Una sfida titanica. La politica ha paura di sposare il sacrosanto Principio di Precauzione sancito dall’Unione Europea così come la stampa si sottrae al doveroso servizio d’inchiesta, se non fosse altro per il diritto costituzionale di tutela della salute. E allora mi sono messo in moto, insieme a medici, scienziati e numerose associazioni di malati e volontari: prima il libro, ora la campagna di comunicazione. Serve più informazione, i cittadini hanno bisogno di sapere a cosa stiamo andando incontro. Oltre che verso la generazione attuale, l’impegno a preservare l’integrità della vita contro l’aggressione invisibile dell’elettrosmog vale anche per le generazioni future e l’ecosistema”.

L’ultima su Parigi: secondo te, perché è stato scelto il calcio per promuovere il 5G?
“Perché è il veicolo più popolare. Sfruttato commercialmente, snaturato, svilito in mera pubblicità commerciale. Per questo sono persino cambiati i nomi della Serie A e della Coppa Italia. Però si dimentica che proprio nel calcio vive ancora un’anima romantica e ribelle al tempo stesso. Sono i giovani delle curve, quelli che al cuore sanno anche unire critica e cervello. Ecco, se dai calciatori del PSG abbiamo ricevuto questa lezione virtuale di calcio tecnologico e robotizzato, spero che almeno la parte più sensibile dei tifosi sia in grado di restare protagonista interrogandosi sui lati oscuri di 5G e sulla virtualizzazione dell’esistenza…”

Daniele Caroleo

Giornalista pubblicista. Tifoso della Lazio. Mi piace lo sport (con una particolare predilezione per il calcio), scrivere e fotografare.

Daniele Caroleo ha 694 articoli e più. Guarda tutti gli articoli di Daniele Caroleo

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