Stefano Chiodi: un palo che segnò una vita

 

Pensieri e storie biancocelesti di….

 

Carlo Cotticelli

 

“Se avessi segnato quel rigore e poi se avessimo vinto gli spareggi promozione contro Cesena e Genoa, ora magari, insieme a Fiorini sarei stato ricordato anche io dai tifosi laziali, ma quel palo ha cambiato tutto…”. Così in quel di Budrio tanti anni fa, nel suo ristorante, Stefano Chiodi ci raccontò una delusione profonda, mai sopita, quella del rigore fallito all’ultimo minuto di una Lazio – che passò alla storia come una delle più profonde amarezze provate dai tifosi biancocelesti. La Lazio restò in serie B arrivando quarta, dopo un campionato che l’aveva vista dominare nella prima parte della stagione, per poi perdere terreno nei confronti delle contendenti dirette, e arrivare con il fiato corto alle ultime decisive partite.

Ne abbiamo lette tante su quella partita ma abbiamo dimenticato o sottovalutato il lato umano, le conseguenze che quel rigore fallito ebbe su Chiodi, fino a quel momento rigorista infallibile che appena due anni prima aveva vinto il campionato italiano con il Milan di Liedholm e Rivera, lo scudetto della Stella. Da quel momento anche per Chiodi cambiò la vita calcistica, fu spedito dalla Lazio in prestito al suo Bologna, dove era cresciuto ed esploso calcisticamente. Neanche lì però si riprese, segnando un solo goal e rischiando la vita durante un Fiorentina-Bologna nel corso del quale rimase a terra esanime per qualche minuto dopo lo scontro con un difensore gigliato.
Chiodi tornò alla Lazio nella stagione 1982-83, quella del ritorno in serie A, ma la presenza di Bruno Giordano non gli lasciò molto spazio, ed alla fine della stagione Stefano scese di categoria in serie C1 giocando con il Prato ed il Campania e lasciando definitivamente il grande calcio. Uno “sliding doors” amaro per il calciatore emiliano, che poi si diede alla ristorazione nel piccolo comune alle porte di Bologna. La vita con lui fu ingenerosa, tanto che un male incurabile gli causò la morte a soli 52 anni, il 3 novembre del 2009.
Vogliamo perciò dedicare un doveroso ricordo ad un atleta che ha vestito la casacca biancoceleste, perché la storia degli uomini non è fatta solo di vittorie ma anche e soprattutto di sconfitte ed amarezze come nella vita della maggioranza delle persone.

Carlo Cotticelli