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Lazio, si ritorna al tiro da fuori area: ecco come gioca la squadra di Inzaghi

Per capire l’attuale calcio messo in mostra dalla Lazio, potrebbe essere utile fare dei parallelismi con i brillanti schemi utilizzati nella stagione 2017/2018 dalla squadra biancoceleste.

Vero constatare come la palla non passi più nei piedi di un certo Felipe Anderson, andato via in estate per approdare alla corte del West Ham.

Una Lazio che si è dovuta adattare fin dalla fine di agosto a nuovi metodi di gioco, spesso sperimentando nuove soluzioni anche per sopperire alle numerose assenze degli infortunati.

Gli schemi d’Inzaghi ripartono dalla fantasia di Lucas Leiva, che ha offerto grossi spunti al reparto offensivo con le sue verticalizzazioni. Un “generale” della mediana biancoceleste, capace di portare ordine e smistare palloni preziosi verso i giocatori in campo. Non è un mistero che le sue assenze in campo pesino come macigni, dimostrando come questo giocatore sia fondamentale nella regia della Lazio: lui è cervello e il motore di gioco della squadra durante le partite.

La Lazio sicuramente riparte dalle sicurezze di Ciro Immobile, un rapace d’area capace di dare una forte mano anche nella zona della trequarti: quando viene cercato bene, il nostro centravanti riesce a disorientare le difese avversarie con i suoi particolari movimenti e la velocità di ripartire in contropiede. Ciro ha la capacità di partire dalla sinistra e accentrarsi verso l’area di rigore, rivelandosi – anche con i pesantissimi gol segnati – una vera spina nel fianco per ogni difensore avversario addetto alla sua marcatura: movimenti che hanno portato grandi risultati alla Lazio, tra valanghe di gol in Campionato e in Europa. Ma la completezza d’Immobile si vede anche nell’area avversaria, dove interpreta diversamente il ruolo di centravanti: sotto consiglio di papà Antonio, Ciro cerca sempre il secondo palo sui palloni inattivi così da rivelarsi letale per ogni portiere che deve difendere la porta dalle sue incursioni.

Tanta qualità sta emergendo con il maggiore utilizzo di Felipe Caicedo, che sta trovando in questa stagione tanto spazio al fianco di Ciro Immobile. L’intesa tra i due attaccanti aumenta gradualmente dopo ogni partita, tanto da essere risultato fondamentale contro la Spal nella doppietta del centravanti azzurro.

Una Lazio che nell’ultima uscita si è fatta vedere anche con un bel gol da fuori area di Danilo Cataldi, capace di riportare questo tipo di conclusioni nel gioco biancoceleste: doti messe ampliamente in mostra nelle esperienze con le maglie del Genoa e del Benevento, dove il ragazzo si era fatto notare – tra alti e bassi – per queste conclusioni dalla distanza e prodezze sui calci di punizione. Il tiro dalla distanza con Cataldi titolare ha ripreso a farsi vedere, dopo un periodo d’assopimento per le prestazioni sottotono di Sergej Milinković-Savić e un Marco Parolo distante dalla porta con la sua posizione in campo.

Quest’anno manca un forte possesso palla e una maggiore azione sulla trequarti, che la scorsa stagione venivano garantiti dalle prestazioni di Luis Alberto: il giocatore attualmente vive di prestazioni altalenanti e spesso parte dalla panchina, non garantendo più quella dinamicità negli ultimi 30 metri dalla porta avversaria.

Da rivedere la questione fasce, che attualmente non hanno brillato con le prestazioni dei vari Patric o Marušić: diverse volte ci siamo trovati ad assistere a errori da scuola calcio, come con stop, passaggi o cross brutalmente sbagliati. Una situazione che ci auguriamo possa migliorare con il rientro di Jordan Lukaku: la Freccia Nera lo scorso anno è stato tra i migliori giocatori della squadra, dimostrandosi un treno inarrestabile sulla fascia sinistra per potenza e tecnica.

Antonella Amoroso

Tifosa della Prima Squadra della Capitale da sempre e per sempre.

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