Lazio ad Auschwitz, un’iniziativa contro i pregiudizi e le polemiche in un silenzio che fa rumore

Adesivi di Anna Frank con la maglia della Roma e scritte antisemite di ogni tipo: questo è ciò che, il 22 ottobre 2017, giorno di Lazio-Cagliari, alcuni tifosi laziali avevano lasciato in Curva Sud. Una vicenda di cui si è parlato tanto e che ha portato a una multa per la società biancoceleste e al Daspo per i colpevoli. Già nei giorni successivi la società biancoceleste si era dissociata e aveva proposto e promesso di essere protagonista di alcune importanti iniziative contro il razzismo e l’antisemitismo.

LOTITO IN SINAGOGA – Ed è per questo che il 24 ottobre, due giorni dopo Lazio-Cagliari, il presidente Lotito, accompagnato da Wallace e Felipe Anderson, si era recato in sinagoga, depositando una corona di fiori sotto la lapide commemorativa delle vittime dei deportati di Roma. “Non si può giocare su questi fatti. La maggior parte della nostra tifoseria si dissocia da quanto accaduto”. Non erano mancate però le polemiche con la Comunità ebraica: “L’iniziativa non era concordata. Non bisogna strumentalizzare certe vicende”. E la corona era finita nel fiume Tevere.

LAZIO AD AUSCHWITZ – Il patron della Lazio aveva però fatto una promessa: “La Lazio andrà ad Auschwitz”. E, a distanza di poco più di un anno, la promessa è stata mantenuta. Al ‘Viaggio della Memoria’, partito domenica da Roma e guidato dalla sindaca Virginia Raggi, ha partecipato anche una delegazione della società biancoceleste, rappresentata da Angelo Peruzzi, Arturo Diaconale e alcuni calciatori del settore giovanile. “Un’iniziativa contro i pregiudizi e le polemiche. Siamo qui su invito della sindaca Raggi e per mantenere un impegno preso dal presidente Lotito”, queste le parole del responsabile della comunicazione.

FATTI, NON PAROLE – Alla presenza dei capitolini ad Auschwitz è stato dato poco peso mediatico, molto meno di quello che questa avrebbe meritato. Pregiudizi e polemiche: su queste parole ha voluto insistere Diaconale. Proprio ciò che qualche giorno fa hanno scatenato le parole del presidente dell’Eintracht Francoforte Peter Fischer: “Invito i tifosi a non andare a Roma. I tifosi della Lazio sono cattivi e di estrema destra”. Un’etichetta attaccata su un’intera tifoseria, una criminalizzazione esagerata che colpisce migliaia di persone. L’iniziativa di questi giorni è una risposta anche tutto questo. Perché a contare sono i fatti e non le parole. Quelle le porta via il vento.

Gianpiero Farina

Sardo d'origine, romano d'adozione. Il giornalismo, soprattutto sportivo, e la Lazio le mie più grandi passioni. Cresciuto tra il mare e il mito di Juan Sebastian Veron, ho deciso di trasferirmi nella Capitale per provare a trasformare i miei sogni in realtà.

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