Il libro “Quelli della Capitale”: un vero e proprio omaggio alla tifoseria laziale

Gianluca Di Leo non è un tifoso della Lazio. È un ragazzo di Matera, sostenitore del Torino, che, fin da piccolo, ha coltivato il suo enorme interesse per il mondo delle tifoserie organizzate, sviluppando, nel tempo, una vera e propria passione per quella biancoceleste.

Dopo il suo libro “Gli Ultras. Gli Ultimi guerrieri. Il nostro modo di essere“, ha dunque inteso riversare in un altro, interessantissimo, lavoro, gli anni di ricerche e di approfondimento in merito alla tifoseria laziale. Nasce, quindi, “Quelli della Capitale“, opera edita dalla Urbone Publishing, che risulta essere un vero e proprio omaggio nei confronti della parte più calda del tifo della prima squadra di Roma.

Un libro certamente di agile lettura, in quanto composto da poco più di 100 pagine, suddivise in undici capitoli. Undici, come i calciatori che ogni domenica scendono in campo, allo stadio. Undici, come gli argomenti che Di Leo ha voluto porre in evidenza. Spesso partendo anche da un riferimento particolare, una bandiera, uno stendardo, un coro, una coreografia, appartenenti o realizzati dalla Curva Nord della Lazio. Per poi sviscerare e approfondire tutta una serie di tematiche legate alla cultura popolare, non solo del tifo laziale, ma anche, e sopratutto, della della città di Roma.

Come la musica ad esempio, con l’immancabile, ma non di certo unico, riferimento al grande Lucio Battisti. Ma anche al cinema. O alle locuzioni latine, appartenenti di certo alla storia della città di Roma. Passando poi attraverso la politica, l’impegno sociale e la solidarietà, caratteristiche di certo fondamentali della tifoseria biancoceleste. Il tutto analizzato con l’occhio dell’osservatore esterno. Con l’occhio dell’estimatore, questo è certo, ma comunque di una persona che non vive o non ha vissuto in prima persona certe situazioni, certi passaggi, certi episodi. E può quindi raccontarli con naturalezza ed obiettività, senza il rischio di incappare in una sorta di autocelebrazione. Un omaggio, come detto, nei confronti di chi, sui gradoni degli stadi italiani (e non solo), è stato certamente innovatore e per certi versi controcorrente. Oltre ad essere spesso imitato e copiato, come l’autore ricorda perfettamente tra le pagine di questo libro.

Il tutto, poi, è ulteriormente impreziosito da una serie di foto, come quella proposta in copertina con il famoso, e storico, striscione degli Irriducibili con la scritta “Mister: facce entrà” e l’enorme maglia biancoceleste con il numero dodici, relative ad alcuni bandieroni, coreografe, scritte esposte, e quant’altro, proprie della Curva Nord, e pubblicate all’interno del libro stesso. Oltre ad alcuni, brevi, capitoli extra, come quello dedicato a Gabriele Sandri e a tutte le tifoserie che hanno inteso ricordare il giovane tifoso laziale tragicamente scomparso l’11 novembre del 2007.

Ad una lettura certamente attenta, da parte di chi questo ambiente lo vive giorno per giorno, potranno ovviamente saltare all’occhio anche alcune mancanze, ma essendo, come detto, un lavoro di ricerca effettuata da una persona comunque esterna a determinate dinamiche, che ha voluto, principalmente, mettere in risalto la “cultura, le tradizioni, gli idoli, l’originalità, l’innovazione e la passione del popolo laziale“, personalmente, ritengo questo lavoro meritevole di considerazione.

 

 

 

Daniele Caroleo

Giornalista pubblicista. Tifoso della Lazio. Mi piace lo sport (con una particolare predilezione per il calcio), scrivere e fotografare.

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