Lazio, Cataldi e quell’attimo da cogliere

Era il 75′ di Olympique Marsiglia-Lazio quando Simone Inzaghi ha gettato nella mischia Danilo Cataldi.Il centrocampista, che non scendeva in campo dalla sfida contro il Napoli del 18 agosto, ha cercato di dare il suo contributo, piazzandosi a metà campo e tentando di limitare le ripartenze e i tentativi dei francesi. Difficile giudicare la prestazione dell’ex Benevento, che ha avuto pochi minuti a disposizione per mettersi in mostra.

Per l’ex Primavera, viste le numerose alternative a centrocampo, le possibilità di giocare sono davvero ridotte al lumicino. Leiva, Parolo, Milinkovic, Badelj, Berisha, Murgia e l’accentramento di Lulic: sono tutte soluzioni che, nella testa di Inzaghi, vengono preferite all’utilizzo di Cataldi. Tra i due non è mai scoccata la scintilla, come dimostra quanto accaduto negli scorsi anni, con i prestiti al Genoa e al Benevento. Eppure il centrocampista viene ancora considerato da qualcuno un patrimonio della Lazio, forse per la sua giovane età. A 24 anni però il buon Danilo è ancora alla ricerca della maturazione e della consacrazione. Sembrano passati secoli da quella stagione con Pioli in panchina, quando è stato protagonista, un po’ a sorpresa, della cavalcata verso il terzo posto. Perché il calcio, a volte, è anche una questione di attimi fuggenti. E chissà che le condizioni non perfette di Leiva e Badelj non possano concedere a Cataldi un’ultima opportunità. Un’ultima opportunità per provare a riprendersi la Lazio.

Gianpiero Farina

Sardo d'origine, romano d'adozione. Il giornalismo, soprattutto sportivo, e la Lazio le mie più grandi passioni. Cresciuto tra il mare e il mito di Juan Sebastian Veron, ho deciso di trasferirmi nella Capitale per provare a trasformare i miei sogni in realtà.

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