Auguri al Mister del -9: Eugenio Fascetti compie 80 anni

“Chi vuole, resti. Chi non se la sente, può andar via subito. Chi resta combatte fino alla fine”, una frase storica, che ogni laziale che si rispetti conosce perfettamente. Pronunciata dall’allora allenatore della Lazio, Eugenio Fascetti, in vista dell’inizio del campionato di Serie B con la squadra biancoceleste penalizzata di 9 punti (all’epoca la vittoria valeva solo due punti). “Alla fine restarono tutti”, e quella squadra, capace di salvarsi, al termine degli spareggi di Napoli (contro Taranto e Campobasso), è rimasta nella storia della Lazio e nel cuore di ogni tifoso. Tant’è che quella formazione viene sempre affiancata a quelle a tinte biancocelesti, sicuramente più blasonate, che sono riuscite a conquistare titoli e trofei, in Italia e in Europa. E quella banda leggendaria era guidata, come detto, da mister Fascetti, che proprio oggi, 23 ottobre, compie 80 anni.

Cresciuto nelle giovanili del Pisa, Fascetti nel giugno del 1956 sostiene anche un provino con la Lazio, ma non riesce a superarlo e passa quindi al Bologna, esordendo in Serie A proprio contro i capitolini. Nel 1960 passa alla Juventus, restandoci solo una stagione, per poi essere ceduto al Messina. Nel 1964 arriva alla Lazio, restandoci solo un anno e poi ritornare nuovamente in Sicilia. Successivamente vestirà le casacche di Savona, Lecco e Viareggio.

Terminata la carriera da calciatore, intraprende quella di allenatore. Inizia nella Fulgorcavi di Latina e poi, dopo aver frequentato il supercorso di Coverciano nel 1978/79, diventa allenatore del Varese in Serie B, con il quale sfiora la promozione in A nel 1981/82, non ottenuta a causa della sconfitta proprio contro la Lazio per 3-2. Nel 1983/84 diviene allenatore del Lecce, con il quale l’anno successivo ottiene la promozione in Serie A per poi retrocedere subito. In quell’anno però, è giusto ricordarlo, contribuisce attivamente a far perdere lo scudetto alla Roma vincendo all’Olimpico, contro i giallorossi, per 3 a 2.

Nel 1986 il presidente della Lazio, Gian Marco Calleri, lo porta ad allenare i biancocelesti capitolini. Come detto, nonostante i 9 punti di penalizzazione, Fascetti porterà la squadra alla salvezza. L’anno successivo, nel 1987/88, conquista anche la promozione in Serie A, ma a causa di alcune incomprensioni con il presidente non viene riconfermato e sostituito, per la massima serie, da Giuseppe Materazzi.

Successivamente allena prima l’Avellino e poi il Torino in Serie B con il quale ottiene la promozione. Passa quindi al Verona ottenendo la seconda promozione in Serie A consecutiva e aggiudicandosi il premio Guerin d’oro per la serie B nella stagione 1990/91. Terminata la stagione in serie A con i veneti passa alla Lucchese dove resta per due anni. Arriva quindi al Bari, dove resta sei anni e ottine eun’altra promozione in Serie A. Terminata anche questa esperienza, approda al Vicenza e poi al Como, prima di lasciare l’attività di allenatore. E’ stato inoltre opinionista nella trasmissione “90° minuto” (dedicato alla Serie B) della RAI, insieme a Vincenzo D’Amico.

Daniele Caroleo

Giornalista pubblicista. Tifoso della Lazio. Mi piace lo sport (con una particolare predilezione per il calcio), scrivere e fotografare.

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