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Roma

ZONA FRANCO

Franco Capodaglio, una delle voci storiche dell’etere romano, il suo modo di raccontare il calcio a tinte biancocelesti ha conquistato la gente laziale che da anni, ormai, lo segue nel suo percorso ultratrentennale.   La fine degli anni 60, il primo scudetto del ’74, Giorgio Chinaglia, Maestrelli e Re Cecconi, il dramma Paparelli, gli anni 80 e il meno nove, Cragnotti, Signori, Nesta e la Lazio pluridecorata, passando per Longo e l’avvento di Lotito. Storie di Lazio, storie vissute.

ORA BASTA!

Si, ora basta con piagnistei e giustificazioni! Basta con il cercare capri espiatori ovunque o giustificare certe mancanze dicendo che “tanto è già tutto scritto prima”! I tifosi, e tutti noi della comunicazione laziale dobbiamo decidere se vogliamo una Lazio più forte, che sappia fare un salto di qualità, oppure accontentarci di arrivare sempre a ridosso della zona Champions. Personalmente faccio parte di coloro che vorrebbero una società ed una squadra più forte. E questa è una logica conseguenza dell’altra. Ambire ad arrivare al livello della Juventus è utopia per la Lazio ma anche per molte altre squadre del nostro campionato. Però alcune di queste cercano di programmare e crescere sperando di approfittare, un domani, di una eventuale stagione negativa dei bianconeri. Ma almeno si garantiscono spesso, una qualificazione nella massima competizione europea che porta introiti importanti e prestigio internazionale. Attraverso questi risultati, si ottengono anche indotti fondamentali come l’avvicinamento di sponsor disposti ad investire in un club con grandi calciatori e visibilità internazionale. Si capisce che non si può avere tutto e subito per non distruggere un bilancio ora positivo ed in attivo di 38 milioni di euro. Nessuno chiede di fare un salto nel buio, ma di far crescere la squadra con gli innesti di due o tre ottimi giocatori ogni anno. Calciatori importanti e pronti per far crescere il livello dei risultati della squadra. Non si può avere la presunzione di affermare che “questa squadra è dieci volte più forte” (di chi?) oppure che ” è una Ferrari”. Affermazioni che espongono l’allenatore ed i calciatori a diventare capri espiatori davanti a critica e tifosi. Ma la gran parte di questi sanno bene a chi attribuire la mancata crescita. Sanno che Inzaghi ha fatto miracoli in questi due anni e mezzo, sanno che se a Napoli si è dovuto spostare Lulic a destra è perche l’unico calciatore di fascia destra in panchina era solo Patric. Capiscono il vero livello di alcuni calciatori arrivati in estate e che sono ancora nulla sono riusciti a dare alla squadra. Il mister spesso si trova a fare le nozze con i fichi secchi. Quindi non regge nessuna giustificazione se la società non rinforzerà la squadra, anche perchè se ci sono tanti giocatori sovra numero nella rosa e che nessuno vuole, significa che è stato sbagliato qualcosa nelle campagne acquisti precedenti. In ultimo basta anche con certi arbitraggi che stanno penalizzando la squadra! La scorsa stagione la Lazio è stata derubata della Champions che meritava perchè stava approfittando della pessima stagione di Roma, Inter e Milan. Tre società con grossi problemi finanziari e che hanno bisogno per questo motivo, più “bisogno” di entrare in Champions. Anche in questa parte di stagione stiamo vedendo arbitraggi che definire strani è il minimo. Ma anche in questo caso la società dovrebbe intervenire in modo ufficiale e duro, se tiene all’obbiettivo finale. E chiedersi se si è sbagliato qualcosa nei rapporti con la classe arbitrale in passato. Altrimenti diciamo a tutti che non si vuole fare questo salto di qualità e che il trend o meglio, il tran tran sarà ancora questo e che il nostro massimo obbiettivo sarà vincere una finale di Coppa Italia o di Supercoppa Italiana che ben vengano ogni anno, almeno fino a che Lotito non deciderà di farla crescere o, se impossibilitato a farlo, decida di cedere a chi fosse in grado di farlo.