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ESCLUSIVA – Jeda: “Il Cagliari è un avversario di valore. Alla Lazio sono mancati alcuni singoli, ma in finale può vincere” E su Inzaghi…

Esclusiva

Una sfida importante per provare a conquistare l’Europa tramite campionato, ma che capita a quattro giorni dalla finale di Coppa Italia. Cagliari-Lazio può essere descritta in questo modo. In vista della sfida contro i rossoblu la redazione di ‘Noi Biancocelesti’ ha contattato Jeda, ex attaccante degli isolani.

Il Cagliari è praticamente salvo, mentre la Lazio ha ancora una speranza di agguantare un posto. Che partita ti aspetti?

Io credo che sarà una partita giocata a viso aperto. Per i biancocelesti questa gara potrà dare delle indicazioni in vista della finale. Il Cagliari può affrontare questo match in modo più rilassato e dimostrare di essere una squadra di valore“.

Il Cagliari ha perso pesantemente contro la Roma, offrendo una brutta prestazione. Pensi che domani giocherà, visto che sarà dinnanzi al proprio pubblico, con il coltello tra i denti?

I rossoblu quando giocano in casa hanno sempre un atteggiamento diverso, grazie anche alla spinta e al supporto dei tifosi. L’obiettivo salvezza è quasi raggiunto. Ora si potrà mettere in mostra qualche giocatore che magari ha giocato meno. Per quel che riguarda la partita con la Roma posso dire poco, perché non l’ho vista. Ho visto solo i gol. Sicuramente il Cagliari non ha fatto una bella partita, ma non è stata l’unica fuori casa giocata male. I sardi hanno rischiato, a un certo punto della stagione, di essere immischiati nella lotta per non retrocedere“.

Qual è il tuo giudizio sulla stagione del Cagliari, su alcuni singoli, come Pavoletti, Cragno e Barella, e sul lavoro di Maran?

“Quest’anno si sono messi in mostra soprattutto Cragno e Ceppitelli. Mi aspetto un rendimento di sostanza da alcuni singoli, anche perché la società deve capire e decidere su chi poter puntare nella prossima stagione. Per finire, posso dire che a mio parere Maran è l’allenatore giusto per il Cagliari. È molto preparato e bravo a gestire i momenti difficili”.

Passiamo alla Lazio. Il fatto di giocare a quattro giorni da una finale quando potrà condizionare le scelte di Inzaghi e l’atteggiamento dei giocatori?

Può condizionare soprattutto le scelte dell’allenatore. Io immagino che la Lazio dia molto più importanza alla finale. Non si vorrà correre il rischio di perdere qualche giocatore. La partita di domani sarà molto probabilmente giocata con un occhio di riguardo a quella fondamentale di mercoledì“.

Parlando della finale, non si può non parlare dell’avversaria dei biancolesti: l’Atalanta. Qual è il tuo giudizio sulla stagione dei bergamaschi e quanti meriti ha Gasperini, che tu hai avuto in quel di Crotone?

Gasperini è un allenatore molto preparato e meriterebbe una chance in una big. Dopo la brutta esperienza all’Inter lui è migliorato e molto probabilmente ha capito gli errori che ha commesso. Può sembrare una persona arrogante, ma , conoscendolo, posso dire che ti dà tantissimo. Pensiamo a Zapata, Ilicic Gomez e Toloi e a quanto sono cresciuti. I nerazzurri stanno dimostrando sul campo di meritare l’Europa“.

Chi vedi favorita per la finale di mercoledì?

Difficile rispondere. L’Atalanta sta meglio a livello fisico e mentale, ma la Lazio ha tutte le carte in regola per vincere. Sarà una partita secca e andrà giocata fino alla fine. Tutte e due hanno le loro possibilità“.

Secondo te da cosa può essere dipeso il calo rendimento dei biancocelesti rispetto a quello offerto nella passata stagione?

La Lazio è stata senza alcun dubbio molto altalenante. Sono mancati alcuni singoli, in primis Milinkovic, che è stato sicuramente condizionato dalle tante voci di mercato. Parliamo di un giocatore giovane e quando ti trovi accostato a squadre importanti è chiaro che mentalmente ne risenti. Lo scorso anno il serbo era diventato il giocatore più importante della Serie A. Anche Luis Alberto non è mai stato veramente al top”.

Hai parlato di un calo di rendimento di Milinkovic e Luis Alberto, ma anche Immobile non è quello dello scorso campionato. Da attaccante cosa ti senti di dire?

Immobile deve capire che tutte le stagioni sono diverse. Comunque ha fatto 14 gol e ha numeri importanti. Alla Lazio lui ha trovato la sua dimensione. Mi dispiace che non riesca a imporsi in nazionale. Per me è un giocatore forte. Sono mancati, come detto, i giocatori che dovevano supportarlo. Lui ha pagato soprattutto questo. Ciro è comunque mancato a livello di reti, ma non di prestazioni“.

Chiudiamo il cerchio parlando dell’allenatore. Qual ‘è il tuo pensiero su Simone Inzaghi e sul suo operato sulla panchina biancoceleste? Pensi che sia pronto per il grande salto?

Penso che sia molto preparato e che sia il miglior allenatore emergente della Serie A. Credo che sia prontissimo per il salto in un grande club. A volte a chi sta in panchina vengono attribuite anche colpe che questo non ha. Ma un mister va sempre messo nelle condizioni di poter far bene e questo è un compito della società. Servirebbe magari acquistare dei giocatori che possano sostituire degli altri. Non dimentichiamoci che la Lazio ha perso un giocatore come Felipe Anderson. Purtroppo però per gli allenatori contano i risultati. Inzaghi resta? Dipende dalla finale di Coppa Italia. Potrebbe anche essere richiesto da una grande squadra, perché a Roma ha fatto un ottimo lavoro. In più non va assolutamente dimenticato che conosce molto bene l’ambiente. Questo è un aspetto fondamentale“.

Quest’anno la Lazio, nel girone d’andata vinceva con le piccole ma perdeva i big match. Al ritorno invece è successo praticamente l’esatto contrario. Da cosa può dipendere questo?

Può essere un discorso soprattutto mentale. Le piccole contro le grandi danno tutto. Nei big match invece ci sono molti più spazi. La Lazio, quando ha spazi, si esprime meglio. Questa può essere senza alcun dubbio una chiave di lettura“.

Apriamo un attimo il cassetto dei ricordi. A Roma, sponda laziale, Jeda è ricordato soprattutto per quella doppietta in Lazio-Cagliari 1-4. Tu che ricordi hai di quella partita?

Il ricordo non può che essere bello, visto che avevo fatto una doppietta nel giro di cinque minuti. Eravamo andati subito in svantaggio con un gol di Rocchi su un errore della nostra difesa e potevamo magari deprimerci. Al di là della nostra bravura, la Lazio era stata molto sfortunata. Era stata una partita molto aperta, bella e ben giocata. Segnare due gol alla Lazio è stata una particolare emozione. Noi quell’anno giocavamo molto bene, soprattutto con le grandi, che facevano fatica contro di noi quell’anno. Eravamo una squadra sbarazzina, che non aveva paura di nessuno“.

Quel bel Cagliari era guidato da Massimilano Allegri. Cosa ti senti di dire su un allenatore che tu conosci bene e che ora è un po’ nell’occhio del ciclone?

Io sono sempre molto obiettivo. Per me lui è un grande allenatore. A dirlo sono i risultati e quello che ha vinto. Contro l’Ajax la Juventus non ha fatto tecnicamente delle partite perfette. Hanno pesato le assenze di Chiellini e di Mandzukic. Ma è troppo semplice dare tutte le colpe all’allenatore. Servono anche giocatori che riescano a fare la differenza a livello europeo, dove la mentalità è totalmente diversa: meno tattica e più bel gioco. Allora cosa dovremmo dire di Guardiola, del Barcellona o del Real Madrid? Insomma, sono discorsi che lasciano il tempo che trovano“.

Chiudiamo con una curiosità. In passato sei mai stato vicino alla Lazio?

Purtroppo no. Sono stato contattato dalla Roma, ma non se n’era poi fatto nulla. Mi sarebbe piaciuto giocare in una grande squadra. Era un mio desiderio, ma non voglio avere rimpianti“.

 

 

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