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ESCLUSIVA – Manfredini: “Champions ancora possibile, ma difficile. Kessie e Bakayoko? Vi dico che…”

Esclusiva

Archiviata l’importante e fondamentale vittoria contro l’Udinese, la Lazio deve immediatamente pensare alla sfida contro il Chievo, in programma sabato alle 15. Per parlare del match contro i clivensi, ma anche del momento che sta vivendo la squadra biancoceleste, la redazione di ‘Noi Biancocelesti’ ha intervistato il doppio ex Christian Manfredini.

Quella di ieri con l’Udinese è stata una vittoria importante. Qual è il tuo pensiero sulla sfida con i friulani?

Non è stata una gran partita. A questo punto della stagione però contano solo i tre punti. Dopo le ultime tre partite era fondamentale vincere per mantenere vivo il sogno Champions“.

Sabato contro il Chievo il rischio potrebbe essere quello di prendere sottogamba un avversario già retrocesso e che non ha più nulla da chiedere?

Il Chievo non ha più stimoli, ma verrà a Roma per giocare tranquillo e senza pressioni. Se la Lazio gioca da Lazio porterà a casa i tre punti. I biancocelesti sono superiori. Visto che l’obiettivo è ancora alla portata, non credo che ci sarà un rilassamento“.

Tu sei stato trai i grandi protagonisti di quello che è stato definito il Chievo dei miracoli. Per te cosa non ha funzionato quest’anno in casa clivense?

Quando retrocedi non funziona niente. Ventura? Quando va tutto male non è solo colpa di uno. Penso sia stata sbagliata la programmazione. Il Chievo ha fatto benissimo in tutti questi anni, mettendo in mostra competenza, bravura e intuito. Ci può stare che una stagione vada male dopo tanti anni. Ora l’importante è ripartire, con giocatori che abbiano voglia e che credano nel progetto“.

Torniamo a parlare di Lazio. Hai detto che l’obiettivo Champions rimane vivo. Ma quante possibilità credi che abbiano i biancocelesti?

“Attualmente le possibilità sono poche. Mancano sei partite e ci sono tante squadre davanti. La Lazio deve praticamente vincerle tutte e sperare che le altre sbaglino qualcosa. I capitolini non dipendono più soltanto da loro stessi. Percentuale? Direi 30%“.

Nel caso di fallimento dell’obiettivo, secondo te, quali sarebbero le cause principali?

Io credo che in questi anni la Lazio stia lavorando bene e abbia fatto dei bei campionati. L’anno scorso è stata vicinissima alla Champions, ma ha perso lo spareggio in casa. Questo significa che qualcosa ancora manca. Secondo me per poter giocare ad alti livelli e arrivare nell’Europa che conta serve ancora qualche investimento in più“.

Hai parlato dell’anno scorso. Sicuramente la Lazio di quest’anno è meno brillante, anche in alcuni singoli. Secondo te da cosa dipende tutto ciò?

L’anno scorso la Lazio ha lottato per un obiettivo che non era programmato. Questo è accaduto perché tutti hanno dato il massimo di quello che potevano dare. Penso a Luis Alberto, Milinkovic, Immobile e anche a Felipe Anderson. Il brasiliano è andato via, sono arrivati altri giocatori, ma il rendimento dei big non è dello stesso livello. E questo sta facendo la differenza e sta pesando“.

L’errore può esser stato proprio pensare che questi calciatori potessero ripetere quanto fatto nella passata stagione?

Quando un calciatore gioca in maniera fantastica un anno è normale sperare che si ripeta. Però ovviamente non è sempre così, perché ogni campionato è diverso dall’altro. Bisogna essere in grado di programmare. La Juventus, per esempio, vince e riprogramma ogni anno. Non è tutto automatico“.

Parliamo di quanto accaduto in Milan-Lazio. Continua a far discutere quanto fatto da Kessie e Bakayoko. Qual è il tuo pensiero sulla vicenda e temi anche tu che, con qualche comportamento sbagliato, si possa passare dalla ragione al torto?

Loro hanno fatto un gesto stupido e che non dovevamo fare. Penso che non hanno nemmeno capito la gravità di quanto fatto. La società Milan e Gattuso hanno però subito ripreso i due giocatori, prendendo immediatamente una posizione chiara. La vicenda rimane aperta, ma dobbiamo condannare e allo stesso tempo andare avanti. Non bisogna alimentare e gettare benzina sul fuoco“.

L’altro aspetto del match di San Siro riguarda gli episodi arbitrali. Da ex calciatore, quanto pensi che questi possano influire e come giudichi lo sfogo nel post-partita di Igli Tare?

Purtroppo la Lazio ha avuto tanti episodi a sfavore. Questi però capitano a tutti nel corso di un campionato. Io non credo alla malafede degli arbitri. Credo invece che, se una squadra merita, alla fine riesce ad arrivare a un obiettivo. Capisco però le parole di Tare e il suo sfogo. C’è un anno di lavoro che può andare in fumo per un singolo episodio“.

Quali sono i tuoi rapporti alla Lazio? In un futuro vorresti tornare nella Capitale?

Io alla Lazio sono stato tanti anni e mi sono trovato benissimo. Purtroppo negli ultimi due anni c’è stato qualche episodio non bello, ma poi ho parlato con Tare. Sono andato a Formello a vedere gli allenamenti e non ho alcun problema. Ovviamente mi piacerebbe poter tornare, anche se andrebbe valutato in ruolo. Per un ex giocatore è sempre molto bello lavorare in una società in cui si è militato da calciatore“.

Quali sono i progetti futuri di Christian Manfredini?

“Mi documento. Sto prendendo dei patentini. Guardo e valuto dei giovani interessanti. Ancora non sono perfettamente collocato, ma mi guardo intorno“.

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