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Esclusiva: Calori “Il rigore per la Lazio andava rivisto. Udinese? La Lazio è superiore”

Esclusiva

Archiviata l’amara sconfitta contro il Milan, la squadra è già pronta per ripartire in vista della prossima sfida di mercoledì contro l’Udinese. La redazione di ‘NoiBiancocelesti’ ha contattato una delle bandiere della squadra friulana – Alessandro Calori – ricordato con grande affetto anche dai tifosi biancocelesti per la leggendaria rete del 14 maggio del 2000 in quel di Perugia. Ripercorrendo la sua carriera da allenatore, Calori ci ha offerto una visione a 360° sul singolare ‘fil-rouge’ che continua a legarlo, seppur sempre indirettamente, alla squadra biancoceleste:

Volendo ripercorrere la tua carriera da allenatore partendo dalla promozione del Portogruaro, passando per Brescia, proseguendo con l’impresa di Trapani e chiudendo con la Ternana, proprio su quest’ultima esperienza ti chiediamo che cosa non ha funzionato, visti anche i non-risultati ottenuti dal tuo successore?

“Io la chiamerei un’esperienza non vissuta, in quanto non li ho mai davvero allenati. Sono arrivato a Terni il martedì ed abbiamo giocato subito il mercoledì. Di nuovo in campo il sabato, poi il mercoledì e così per 5 gare. Non ho avuto il modo di lavorare come avrei voluto quindi mi sento di dire di non aver mai vissuto l’esperienza. Preso atto della situazione, ci siamo seduti al tavolo con la società e da lì la decisione di separare le nostre strade. Probabilmente non c’erano i presupposti per proseguire. Sono abituato a subentrare, quando le squadre sono in difficoltà e la Ternana era una di queste. La differenza con le altre, è che non ha mai saputo reagire. “

Conoscendo la rivalità tra le due squadre, i risultati di Terni, seppur in una categoria inferiore, hanno fatto sorridere i tuoi ex tifosi del Perugia, oggi allenato da Alessandro Nesta. Ancora una volta, il tuo destino si incrocia con i colori biancocelesti. Tu che conosci bene l’ambiente di Perugia, cosa pensi della sua stagione sulla panchina umbra?

“Sta facendo un buon percorso, dopo l’inizio un po’ sofferente è riuscito a trovare un buon sistema di gioco anche valorizzando i tanti giovani che ha a disposizione. Sta facendo un buon lavoro, è riuscito a dare la sua impronta. Ora inizia la fase decisiva del campionato, ed è qui che si tireranno le somme della stagione.”

Tornando un attimo su Trapani, tra i tuoi giocatori figurano un laziale e “mezzo”. Stiamo parlando di Guerrieri e, soprattutto, Casasola; quest’ultimo, in forza alla Salernitana ed in arrivo alla Lazio a fine stagione. Puoi parlarci delle sue doti tecniche e se, secondo te, può essere un buon acquisto per la futura Lazio di Inzaghi?

“Inizialmente non ha trovato grande spazio nella mia formazione; le sue caratteristiche non si adattavano molto al mio sistema di gioco. Ho lavorato con lui per trasformarlo da difensore centrale a terzino di spinta, tenendo conto delle sue caratteristiche. Ha fatto un finale di campionato molto bello, secondo me è un giocatore che può ambire a palcoscenici più importanti. Credo che sia un buon acquisto per la Lazio, ha tutti i mezzi per poter fare bene, ha qualità, fisico, resistenza e tecnica. Sicuramente è un giocatore molto interessante ed un buon acquisto per la Lazio. Viene dal campionato argentino, ha già giocato in campionati importanti, non è un novellino, anche a Salerno sta facendo grandi cose.”

Altro “colpo” firmato Tare, con cui tu hai giocato insieme nel Brescia. In che rapporti sei oggi con il DS biancoceleste?

“Abbiamo giocato insieme ed ancora oggi abbiamo un ottimo rapporto ma, se devo parlare di lui, mi piace parlare dell’aspetto professionale. Posso dire che, secondo me, è uno dei migliori in Italia. Spesso scommette su giocatori sconosciuti, ed ha coraggio nel farlo, riuscendo a strutturare delle ottime squadre spendendo magari meno di altri direttori, portando comunque risultati. Nelle società dovrebbe funzionare così. Mi piace osservare il suo lavoro, non mi lascio condizionare dal rapporto che possiamo avere al di fuori dell’ambito professionale.”

Alla luce delle dichiarazioni nel post partita del DS Tare, pensi sia stato giusto l’attacco all’arbitraggio oppure il risultato di San Siro è stato giusto, a prescindere dall’episodio del rigore?

“Quella contro il Milan era una partita importante. La partita è stata equilibrata anche se la Lazio ha giocato meglio del Milan, ha avuto più occasioni. Il risultato è quello che conta ed è stato condizionato da un episodio: il rigore per la Lazio andava rivisto, in queste settimane c’è tanta polemica sull’utilizzo del VAR e lo sfogo di Tare, a caldo, è sicuramente dettato da un momento di rabbia e di forte delusione per un risultato sfumato per un episodio. Peccato, ma ci sono ancora tante partite e non è detta l’ultima parola. La Lazio deve recuperare il match con l’Udinese, il Milan al momento sembra essere la favorita per il quarto posto ma c’è anche l’Atalanta che è in un momento di ottima forma fisica. Se la Lazio uscisse con tre punti dal recupero, si riavvicinerebbe al Milan e la distanza tra le due non sarebbe così abissale.”

Siamo arrivati alla sfida con l’Udinese, che arriva da una sconfitta rimediata contro la Roma nell’anticipo di ieri, qual è la tua visione sulla partita di mercoledì?

“L’Udinese è una squadra che nelle ultime partite sta giocando bene, anche ieri ha fatto una buona gara. Chiaro che quando lotti per salvarti giochi con un’altra motivazione. Nelle ultime partite del campionato spesso e volentieri fanno più punti le squadre che devono salvarsi rispetto alle altre. C’è più cattiveria e più aggressività nel voler portare a casa il risultato. L’Udinese ha dei giocatori molto importanti; c’è De Paul, Lasagna, giocatori che si stanno esprimendo al meglio cercando di salvarsi dalla retrocessione. Individualmente la Lazio è una squadra superiore, deve dimenticare subito la sconfitta di ieri e concentrarsi sulla partita contro l’Udinese per recuperare quei tre punti di cui ha bisogno per continuare a lottare per la Champions.”

Un’ultima domanda, per chiudere questa bella chiacchierata. Pochi giorni fa sul nostro sito abbiamo dato grande spazio al nostro allenatore, paragonando la sua esperienza alla Lazio con quella di Alex Ferguson. Ti piacerebbe, un giorno, essere per l’Udinese quello che Simone Inzaghi è per la Lazio? 

“Sicuramente, è una cosa che farei più che volentieri ma non posso essere io a propormi… Fino ad ora non ci sono mai stati contatti tra me e la società in questo senso ma è un’idea che mi è sempre piaciuta e di cui sarei felice di parlare. La gavetta e l’esperienza necessaria per fare questo mestiere penso di averla nel mio bagaglio professionale. Se ci fosse la possibilità, perchè no?”

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