15.4 C
Roma

Donne nel pallone: ancora lontana la convivenza tra calcio e tacchi a spillo

Rubrica

Domenica 24 marzo 2019. Juventus Women – Fiorentina.

Record di presenze all’Allianz Stadium, 39 mila tagliandi staccati.

Il numero più alto in assoluto per una gara di calcio femminile. Se contiamo anche tutti gli spettatori in tv, noi donne possiamo gonfiare ancora di più il nostro ego (non succede quasi mai, lasciatecelo fare ogni tanto). Un’atmosfera surreale a Torino -aiutata sicuramente dalla gratuità dei biglietti e dalla sosta del “campionato vero”- ma è pur sempre l’Allianz Stadium e senza Cristiano Ronaldo in campo.

Al contrario, in campo scendono 22 ragazze, donne, atlete, che per 90 minuti si battono per conquistare una vittoria fondamentale per entrambe le formazioni.

La capolista conferma il pronostico della vigilia e vince la partita 1-0 con la rete di Pedersen all’84’. La centrocampista danese (gioca anche in Nazionale) dichiara di aver segnato il gol più importante della sua vita.

Vuoi per l’importanza della classifica, vuoi per la cornice di pubblico, la giornata allo Stadium è destinata a restare nella storia del calcio femminile come  e, forse, l’inizio della celebrazione di un campionato spesso non considerato “all’altezza” di occupare le pagine dei giornali come invece succede con i colleghi “maschi”. Lo stesso Malagò, Presidente del CONI, si dichiara felice del risultato ottenuto e della grande risposta del pubblico.

Sembra finalmente che ci siano tutti i presupposti per iniziare a riservare alle donne gli stessi trattamenti di cui godono i colleghi.

Non si fa in tempo a finire di festeggiare la giornata che arriva la telecronaca agghiacciante di un giornalista di una televisione locale campana. Sergio Vessicchio, prima del fischio di inizio di Agropoli-Sant’Agnello (campionato di Eccellenza campana) ha chiesto che venisse inquadrata Annalisa Moccia, assistente arbitrale della sezione di Nola, in quel momento impegnata a verificare la regolarità della rete.

“È uno schifo vedere le donne che vengono a fare gli arbitri in un campionato dove le società spendono migliaia di euro ed è una barzelletta della Federazione una cosa del genere

La barzelletta, qui, se mi permettete, è il fatto che quest’uomo abbia un tesserino rilasciato dall’Ordine del Giornalisti e che sia iscritto all’Albo.

Lo schifo è che nel 2019 le donne non possano giocare o lavorare nel mondo del calcio, perchè è prerogativa maschile.

La barzelletta è che le donne non capiscono il calcio e non possono parlarne, come ha infelicemente fatto notare Collovati solo pochi mesi fa, a “Quelli che Il calcio”  – non a Tele Rocca Cannuccia – dichiarando di avvertire del malessere ogni qual volta che sente parlare di tattica una donna, perchè una donna non può capire il calcio come un uomo.

Lo schifo, e lo dico da donna, è che tutte le donne il cui nome è legato al calcio, siano famose (o rese famose) da altro tipo di “meriti” che sono ben lontani dalla loro qualifica o dal loro mestiere.

Facciamo un gioco: provate a fare una digitare su google “guardalinee donna”; è quello che ho fatto io mentre cercavo notizie sull’accaduto. Il primo risultato è “Fotogallery, le 10 donne arbitro più sexy del mondo”. Provate a fare lo stesso declinandolo al maschile e vi viene fuori tutta la classe arbitrale maschile dalla Serie A all’Eccellenza.  Nel 2019, non nel 1400.

La Barzelletta, ultima in ordine cronologico è l’intervento a gamba tesa di Criscitiello; poche sere fa in diretta su Sportitalia – di cui è Direttore, non stagista – che in risposta ai complimenti di Roberto Scarpini per la promozione in Serie A delle ragazze nerazzurre, commenta ironicamente la cosa, dicendo: “Vabbè… adesso parliamo di calcio…” aggiugendo una risatina  poco condivisa anche da chi era presente in trasmissione. Guido Bagatta, in chiusura di trasmissione, ha avuto lo spazio di pochi secondi per ribattere: “Sei impazzito? Hai camminato sul rasoio, te lo dico…”

Non contento della gaffe e dei commenti che hanno susseguito la sua dichiarazione sui social, affida ad Instagram un post in cui non solo ribadisce quanto affermato la sera prima, ma incalza ancora : “E’ uno sport diverso dal calcio. Il ritmo è diverso, 22 donne non professioniste non possono coprire gli spazi di un campo 110per62 nello stesso modo di 22 uomini (è fisica), i contrasti sono diversi e la potenza dei tiri non è paragonabile a quella del calcio. È uno sport dilettantistico ed è da rispettare come tutti gli altri ma il calcio è altra cosa. Lo Stadium era pieno con ingresso gratuito … La FIGC non dimentichi che ci sono da risolvere prima altri problemi: squadre fallite, calciatori disoccupati a 22 anni e plusvalenze fittizie per alterare i bilanci … Posso accettare solo l’accusa di non essere un appassionato di calcio femminile. Sono gusti.

Sono gusti, infatti. Se a qualcuno non piace il pomodoro, non va in giro a dire che il pomodoro non è cibo. Sono gusti, pace.

Servono a poco le scuse di Vessicchio, che nel frattempo è stato sospeso dall’Ordine, se dopo pochi giorni leggiamo di un allenatore di una squadra di Promozione del perugino che, dopo la sconfitta della sua squadra, invita l’arbitro – donna, per l’appunto – letteralmente a “fare le pulizie o stare in cucina.

A nulla serve ergersi a difesa delle “donne del calcio” che non hanno bisogno di essere difese, ma solo trattate alla pari. Non si combatte il sessismo facendo sessismo al contrario, si finirebbe inevitabilmente a discutere su cose che non troverebbero mai il giusto equilibrio (e forse non è così necessario trovarlo)

L’unico modo per combatterlo è riconoscere che le donne – come gli uomini – simpatizzano, tifano, vivono per il calcio. Possono parlarne perché spesso, cari uomini, ne capiscono molto di più di quanto vi vogliano far credere.

Questa è la ragione per cui devono continuare a parlarne, scriverne, raccontarlo e giocarlo non meglio e non peggio dei colleghi, ma esattamente allo stesso modo. Purtroppo, nostro malgrado,  siamo ancora troppo lontani dalla pari dignità nel mondo del calcio.

Piena Solidarietà da tutti gli #Arbitri della Sezione AIA di Salerno alla collega Annalisa Moccia della Sezione AIA di Nola!#ilCalcioèDiChiLoAma #AIASalerno

Pubblicato da Sezione AIA di Salerno su Lunedì 25 marzo 2019

Related posts

Lazio Story: 3 anni fa l’ultima partita di Klose in biancoceleste

Micaela Monterosso

Grande Torino: 70 anni fa la tragedia di Superga

Micaela Monterosso

VAR, croce e delizia. Cala il silenzio sull’ennesimo torto arbitrale

Leave a Comment