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Accadde oggi: quel derby sospeso per un “bambino morto”

Rubrica
Era il 21 marzo del 2004 e all’Olimpico andava in scena il 154° Derby della Capitale. La Roma di Fabio Capello era una delle protagoniste del campionato, (chiuderà al secondo posto con 71 punti, dietro al Milan Campione d’Italia), mentre la Lazio di Roberto Mancini arrivava da una serie di risultati piuttosto negativa (un pareggio e due sconfitte).


La partita era comunque equilibrata senza troppe occasioni né da una parte né dall’altra.
Le squadre rientrano negli spogliatoi a fine primo tempo sul punteggio di 0-0.
A pochi minuti dall’inizio della ripresa, sugli spalti, inizia a calare il silenzio. Gli striscioni vengono ritirati e la tensione inizia a diventare palpabile anche dal campo. Dalle curve si levano cori contro le forze dell’ordine e, pochi istanti dopo, una pioggia di petardi e razzi sul campo “obbliga” di fatto Rosetti a sospendere temporaneamente il match. I giocatori, increduli, si radunano per cercare di capire cosa stesse accadendo. Pochi minuti dopo, alcuni tifosi giallorossi, non senza difficoltà, raggiungono Francesco Totti ed Antonio Cassano per spiegare le ragioni della protesta, chiedendo a gran voce la sospensione della gara.

 

La motivazione? Un bambino sarebbe morto durante gli scontri del prepartita fuori dallo stadio.
Alcuni dichiarano che il bambino sarebbe stato investito da un mezzo della Polizia, questa è solo una delle versioni che si susseguono durante i concitati momenti della serata.
La notizia, sebbene sia stata smentita quasi immediatamente, pone in essere la totale incapacità di riprendere la partita con quei presupposti.
Da un lato, i tifosi di entrambe le squadre chiedono la sospensione, dall’altra, arbitro e dirigenti non sanno come comportarsi in uno stadio dove il clima è diventato quasi surreale.


La Questura smentisce categoricamente la notizia circolata in merito alla morte del bambino e sembrerebbe  dunque arrivato il momento di riprendere il gioco. A questo punto, però, il dubbio si è insediato nelle teste dei giocatori che non se la sentono di continuare a giocare. I tifosi, dagli spalti, continuano ad esercitare pressione psicologica sui calciatori in campo affinché chiedano la sospensione del match. I giocatori di entrambe le formazioni, rendendosi conto del clima funereo e minaccioso dell’Olimpico, sono tutti d’accordo.
Proseguono nervosamente i contatti tra l’arbitro e la Lega, in cerca di una risposta sul da farsi. Dall’esterno dello stadio, lato Curva Sud, si leva una nube di fumo nero che lascia intendere che ci siano degli scontri in corso all’esterno. Mezz’ora di incertezze prima della decisione di sospendere definitivamente la partita.

 

Motivi di ordine pubblico e timore per incidenti che potrebbero avvenire a partita conclusa, la motivazione dietro la sospensione.
Inviti da più parti, giocatori –Totti, Mihajlovic e Liverani – e società – Sensi e Masoni, a mantenere la calma e lasciare lo stadio in maniera ordinata e tranquilla.
Inviti caduti nel vuoto. Fuori dall’Olimpico, gli scontri continueranno fino a notte fonda, con incidenti e diversi feriti. A fine gara, pugno duro della Questura di Roma: “Le tifoserie più violente hanno voluto far sospendere questa partita […] I giocatori non si sentivano sereni per continuare a giocare. Alcune migliaia di tifosi hanno attaccato le forze dell’ordine in ogni settore dello stadio
La partita, nell’immaginario collettivo ricordata come “il derby del bambino morto”, resta una delle pagine peggiori della storia del derby romano. Verrà poi recuperata il 21 aprile e terminerà 1-1 con le reti di Corradi e Totti.

 

Queste le formazioni ufficiali della partita:


LAZIO: Peruzzi, Oddo, Stam, Mihajlovic, Zauri, Fiore, Giannichedda, Liverani, Cesar, Corradi, S.Inzaghi. A disposizione: Sereni, Albertini, Fernando Couto, Dabo, Muzzi, Lopez, Favalli. Allenatore: Mancini.

ROMA: Pelizzoli, Panucci, Samuel, Chivu, Candela, A.Mancini, Emerson, Dacourt, Lima, Totti, Cassano. A disposizione: Zotti, Dellas, Tommasi, D’Agostino, Delvecchio, Carew, Montella. Allenatore: Capello.

Arbitro: Sig. Rosetti (Torino)Spettatori: 60.000

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