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ESCLUSIVA – Siviglia: “Con il Parma non sarà un’ultima spiaggia. Inzaghi? Vi dico che…”

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Archiviato il pareggio contro la Fiorentina, la Lazio inizia a pensare alla sfida di domenica contro il Parma. Per analizzare il match contro i ducali, la redazione di ‘Noi Biancocelesti’ ha contattato il doppio ex Sebastiano Siviglia, attuale allenatore della Primavera del Lecce.

Che partita ti aspetti?

Mi aspetto una partita con delle insidie. Il Parma che in trasferta sta facendo molto bene. Il direttore sportivo Faggiano ha fatto un ottimo lavoro, portando giocatori del calibro di Bruno Alves, Gervinho e Inglese. Anche Stulac è un giocatore di qualità. Per essere una neopromossa sta davvero facendo un gran campionato“.

Hai parlato di una squadra che fa molto bene in trasferta. Può essere proprio quest’aspetto, tenendo conto che Lazio dovrà fare la partita, a rappresentare il pericolo maggiore?

Sì e lo dico basandomi sulla caratteristiche dei giocatori. Il Parma ha dei calciatori molto abili nello sfruttare gli spazi. Gli emiliani si difendono bene e ripartono velocemente. Sono queste le loro armi principali. Quindi penso che fuori casa può far male, come ha dimostrato nel girone d’andata“.

Pensi che per la Lazio questa partita rappresenti l’ultima chance per non perdere definitivamente il treno Champions?

Non credo. Il campionato è comunque ancora lungo. È vero però che le altre corrono e che ci sono tante squadre a lottare per questo obiettivo. Penso però che la Lazio sia una squadra importante e con tutte le carte in regola per arrivare in Champions. Se non dovessero arrivare i tre punti contro il Parma è normale che tutto diventerebbe più difficile. Ci sarà però il margine per recuperare. I biancocelesti dovranno giocare con la serenità di chi sa di essere forte e di poter ambire a questo traguardo. L’ha dimostrato anche nella partita di Firenze, nonostante il pari. I capitolini, quando si accendono come nel derby, mettono in mostra tutte le loro qualità“.

La partita di Firenze ha anche messo in evidenza le difficoltà a trovare la via della rete. Secondo te questo da cosa può dipendere?

“I tanti impegni e una serie di infortuni hanno limitato la squadra. Questo porta a fare delle scelte diverse rispetto a quando sei al completo e al top. Però penso che il ritmo dello scorso anno era dettato anche da un pizzico di entusiasmo in più. Quest’anno l’ho rivisto nel derby, dove la Lazio ci ha messo determinazione, cattiveria e voglia di vincere“.

Inzaghi ha provato a sopperire a questa difficoltà in zona gol con la cosiddetta formula fantasia. Pensi che possa essere utilizzata anche nelle partite più importanti, a partire dai due scontri diretti con le milanesi?

Certo, senza alcun dubbio. La cosa più importante e che i giocatori di fantasia e di qualità si preoccupino di fare anche la fase difensiva. Devono ovviamente essere liberi di tirare fuori il meglio, ma devono anche saper ricompattarsi e lavorare insieme alla squadra. Sono convinto che Inzaghi sa quello che fa. Valuta quotidianamente i giocatori e conosce il loro potenziale“.

Conosci bene Inzaghi, essendo stato un tuo compagno di squadra. Qual è il tuo pensiero su questo allenatore, che quest’anno ha ricevuto qualche critica? Pensavi che sarebbe potuto diventare in così breve tempo un tecnico da piazze importanti come lo è Roma?

Simone è un allenatore preparato, in gamba, che sa gestire bene il gruppo e che ha idee importanti, che poi applica sul campo. Farà tanta strada, ne sono convinto. Inizialmente non pensavo potesse arrivare così in alto. Aveva senza alcun dubbio piacere a raccontare come vedeva una partita o qualche situazione tattica. È un grande conoscitore di calcio e per di più conosce molto bene la piazza, visto che è a Roma da vent’anni. È passato dalla Primavera alla prima squadra, senza evidenziare particolari sbavature. Come allenatore e come uomo mi sembra molto inserito nel contesto Lazio. Le critiche fanno parte del gioco, ma penso che comunque abbia le spalle larghe per poter gestire queste situazioni. Lo vedo maturo“.

Pensi che la sua conferma sia legata ai risultati o che la società voglia costruire un progetto attorno a Inzaghi?

Io penso che l’idea sia quella di costruire un progetto attorno a questo allenatore. Poi però va detto che tutti gli allenatori al mondo sono legati ai risultati. È una cosa normale. Non esiste un tecnico immune alle critiche. Fondamentalmente vedo un progetto in evoluzione e Inzaghi ne è parte integrante. Credo ci sia, da parte di entrambe le parti, la volontà di proseguire un cammino iniziato tre anni fa“.

Secondo te cosa manca a questa Lazio per fare il definitivo salto di qualità?

È difficile dirlo. Bisognerebbe capire se la Lazio è quella di quattro domeniche fa, dove ha avuto qualche piccola indecisione, o è quella del derby. Io ritengo che i biancocelesti siano una grande squadra, che può ambire alla Champions. Poi il tutto è legato a tanti aspetti, come gli infortuni e la condizione fisica. Serve quel pizzico di continuità e di fortuna. L’anno scorso è stata una grande stagione e quest’anno si può ripetere”.

Ultima domanda. Che ricordi ha Sebastiano Siviglia della sua avventura alla Lazio? Un giorno ti piacerebbe tornare a far parte di questa società?

“Il ricordo è fantastico. Ho vissuto sei anni strepitosi e importanti sotto tutti punti i di vista. Anche nelle difficoltà sono cresciuto. Ho visto qualcosa di diverso e di importante. Il mio cuore è legato a questa squadra. Ovviamente mi piacerebbe tornare, ma questo non è un obiettivo solo di Sebastiano Siviglia. Tutti gli allenatori italiani sono attratti da una piazza così prestigiosa. L’ambizione è sempre quella di allenare e di farlo ai massimi livelli. Farlo in una grande società sarebbe ancora meglio. Io cerco di fare il mio percorso, orgoglioso del mio passato in biancoceleste. In futuro si vedrà. Non si sa mai. Posso solo dire che sarò sempre riconoscente alla Lazio, perché mi ha dato veramente tanto“.

 

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