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Lazio – Juventus: Guida stavolta si fida ma la gestione non è impeccabile

Moviola

di Augusto Sciscione

L’immeritata sconfitta contro la Juventus ha lasciato molto amaro in bocca per i sostenitori biancocelesti anche alla luce delle circostanze con cui questa è avvenuta. A creare malumore è stata la “leggerezza” con cui è stato concesso il rigore ai campioni d’Italia per il contatto tra Lulic e Cancelo. Rivedendolo alla moviola si può notare molto chiaramente come Lulic metta la mano sulla spalla del giocatore portoghese il quale però contestualmente si autosgambetta finendo rovinosamente a terra. Ora stabilire quale sia stata la causa della caduta di Cancelo è molto difficile e da questo presupposto però che parte la nostra considerazione su una gestione molto strana dell’episodio. Guida, infatti, inizialmente non aveva concesso la massima punizione a favore dei bianconeri che, avevano inizato a protestare con la solita veemenza. A quel punto è arrivata la segnalazione del guardialinee Carbone che sentenziava, senza il minimo dubbio, nonostante fosse più lontano rispetto a Guida, che il contatto era falloso e quindi meritevole del calcio di rigore. Un vecchio detto dice “Fidarsi e bene, ma non fidarsi è meglio” ed è qui che stranamente Guida, senza batter ciglio, si riportava alla decisione del suo collaboratore, proprio lui che il 15 gennaio 2015, nella gara tra Udinese e Roma convalidò il gol fantasma di Astori nonostante il parere negativo dell’assistente di porta Maresca che, piazzato meglio, gli aveva confermato come il pallone non avesse varcato completamente la linea di porta. In questo caso sarebbe stato più semplice per Guida in quanto avrebbe potuto avvalersi della tecnologia prendendo una decisione in totale autonomia guardando al monitor l’accaduto. L’assegnazione della massima punizione ha però, a livello normativo, legato le mani all’addetto al Var, in quanto la dinamica dell’episodio risulta essere soggetta a molteplici interpretazioni e quindi secondo il famigerato protocollo non si era di fronte ad un chiaro e palese errore. Nel caso in cui, invece, il direttore di gara non avesse assegnato il rigore, l’addetto al Var avrebbe potuto, anche in virtù della segnalazione del guardalinee, richiamare l’attenzione dell’arbitro che avrebbe giudicato lui l’episodio e non lasciato questa responsabilità in capo ad altri. Il fatto poi che il rigore è stato asseganto a ridosso del fischio finale avrebbe meritato una maggiore meticolosità e precisione, ma questa sembra essere del tutto sconosciuta a questa classe arbitrale che si muove sempre più secondo dinamiche poco chiare. In mix zone poi abbiamo fatto notare a Parolo come il contatto di Lulic su Cancelo è stato simile a quello da lui subito da parte di Kessie in Lazio – Milan, ed in questo caso il centrocampista biancoceleste non ha lesinato il suo stupore nel vedere come episodi simili vengano giudicati in maniera opposta. E’ avvilente constatare come questa classe arbitrale continui in una gestione priva di coerenza dello strumento elettronico quasi a voler dimostrare di non voler abbandonare lo scettro del comando, rivendivcando un potere che tutti gli vogliono togliere in nome dell’equità di giudizio e dell’imparzialità. Non ci resta che archiviare l’ennesima giornata strana in cui si ha la sensazione che tutto non sia stato fatto secondo le regole.

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