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Le pagelle del 2018, i centrocampisti: Leiva top player, Milinkovic gioiello

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Il centrocampo è sempre il reparto nevralgico e più importante in una squadra di calcio. Questo accade anche nella Lazio, dove è proprio in mezzo al campo che passa gran parte della manovra, del gioco e del credo tattico di Simone Inzaghi. Ecco le pagelle dei centrocampisti dei biancocelesti del 2018.

LULIC: non sempre brillantissimo e a volte troppo arruffone. Ma il bosniaco è sempre tra i migliori per impegno, fame e grinta. E con la fascia di capitano al braccio non può non essere considerato un pilastro di una squadra che deve gettare il cuore oltre l’ostacolo. La macchia? L’espulsione in quel maledetto Lazio-Inter. UOMO SIMBOLO. VOTO 6,5.

LUKAKU: difficile dare un giudizio al belga, che nel 2018 non ha confermato quanto di buono fatto vedere nel 2017. E poi c’è stata un’estate vissuta quasi da separato in casa e con la cessione che appariva inevitabile. Jordan invece è rimasto in biancoceleste, tornando in campo dopo problemi fisici. Il giocatore che ha ridicolizzato De Sciglio sembra però un lontano ricordo. Chissà che il 2019 non possa essere l’anno della rinascita. SMARRITO. VOTO 5,5.

DURMISI: arrivato a Roma per ricoprire il ruolo di vice Lulic, non ha convinto pienamente, anche a causa di alcuni infortuni. L’ex Betis Siviglia non sembra essersi perfettamente integrato e i prossimi sei mesi saranno fondamentali per capire il suo futuro. INCOGNITA. VOTO 5.

PAROLO: guerriero vero e imprescindibile per la Lazio. La sua corsa, il suo dinamismo, i suoi inserimenti e i suoi gol valgono oro. Gli anni passano, ma il suo rendimento non cambia e non cala. Così come il suo essere leader. UNA VITA DA MEDIANO. VOTO 7.

LEIVA: il brasiliano è uno dei giocatori il cui peso si sente quando non c’è. Lo dimostra il periodo no quando era ai box per infortunio. L’ex Liverpool fa salire di livello la manovra e dà anche una mano alla difesa, che con lui si sente più sicura e protetta. Insomma, un giocatore di alto livello. TOP PLAYER. VOTO 7,5.

MILINKOVIC: una seconda parte della passata stagione da assoluto protagonista, a suon di gol e grandi giocate, un estate al centro delle attenzioni, e un inizio di stagione tra difficoltà e critiche. Questo è il 2018 del serbo. Nel finale d’anno però Sergej si è ritrovato, con la perla al Torino che diventa il simbolo della rinascita. GIOIELLO. VOTO 8.

BADELJ: il croato come vice Leiva. È stato questo il mantra dell’estate laziale. L’ex Fiorentina però ha pagato alcuni infortuni e non ha reso come ci si aspettava. Il 2019 può essere però il momento giusto per dimostrare le sue qualità, che non possono essere messe in discussione. APPANNATO. VOTO 6.

BERISHA: un po’ idem come sopra. Il kosovaro è stato uno dei colpi estivi di Igli Tare, che ha voluto rimpolpare la mediana. L’ex Salisburgo però è stato fermato da problemi fisici. Il suo acuto in quel di Parma, dove è entrato dalla panchina e ha cambiato la partita, procurandosi il rigore, fa però essere positivi. SPERANZA. VOTO 6.

MURGIA: che fine ha fatto? È questa la domanda che un po’ tutti si fanno sull’eroe di Supercoppa. L’anno scorso era la prima, e forse unica, alternativa, a centrocampo e sembrava esser destinato a diventare una pedina importante nello scacchiere inzaghiano. In questa stagione però il classe ’96 non riesce a trovare spazio e le poche volte che è stato chiamato in causa non ha brillato. A gennaio sarà arrivederci? IN BILICO. VOTO 5,5.

CATALDI: forse la più grande sorpresa di questo finale di 2018. A causa di alcuni infortuni, si ritrova titolare per qualche partita e si riprende la scena, trovando anche il gol con la Spal. Le sue qualità non sono mai state in dubbio, ma il buon Danilo sembra aver soprattutto ritrovato spirito, concentrazione e convinzione. Un’arma in più. FIGLIOL PRODIGO. VOTO 6,5.

MARUSIC: un 2018 da cancellare. Il montenegrino, dopo quanto di buono fatto vedere nei mesi successivi al suo arrivo a Roma, si è pian piano perso e smarrito, anche a causa di continui fastidi alla schiena. La sua titolarità non è più così certa e la fascia destra, ora come ora, sembra essere l’anello debole della Lazio. Eppure le buone ultime prestazioni del 2018 fanno quantomeno ben sperare. CHIAROSCURO. VOTO 5.

PATRIC: lo spagnolo fa sempre il suo per impegno e dedizione, ma i suoi limiti tecnici e tattici sono fin troppo evidenti. E poi c’è quell’episodio con la Curva Nord che potrebbe costargli caro. VOLENTEROSO. VOTO 5,5.

BASTA: perso il posto da titolare nella passata stagione, l’emblema del suo 2018 è la partita contro l’Eintracht Francoforte: errori su errori e un’espulsione che è l’immagine di un giocatore la cui avventura in biancoceleste è ormai ai titoli di coda. FRASTORNATO. VOTO 4,5.

 

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