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Mazzarri: “La Lazio è una squadra forte. Il loro obiettivo? La qualificazione in Champions”

Serie A

Il tecnico dei  granata  Walter Mazzarri, oggi presso la sala conferenze dello Stadio Olimpico Grande Torino, ha incontrato i media per presentare la trasferta di domani contro i biancocelesti. Queste le sue parole “La Lazio è una squadra forte. Come tutti anche loro nel corso dell’anno possono avere dei momenti di appannamento. Tre giorni fa hanno vinto in modo meritato su un campo difficile come quello di Bologna. Hanno la stessa ossatura della passata stagione, quando hanno sfiorato la qualificazione in Champions League, che è il loro obiettivo di quest’anno.”

Per quanto riguarda i portieri?
“Per fortuna abbiamo tre portieri molto affidabili. Domani mattina decideremo chi partirà dall’inizio: dovrebbe essere più avanti nel recupero Sirigu, però dobbiamo aspettare domani per le ultime valutazioni.
Ho chiesto ieri al mio preparatore come stavano i ragazzi dopo due partite ravvicinate, poi toccherà a me proporre la miglior formazione possibile e la più equilibrata per affrontare la Lazio.
La variabile più importante in questo momento è che dopo questa sfida ci sarà una settimana libera: ho cercato di lavorare sulla testa dei calciatori, che rimangano concentrati fino all’ultimo minuto solo sulla partita che stanno giocando. Voglio la veemenza, la concentrazione e l’attenzione di quando siamo stati al meglio.”
Cosa manca al Torino per arrivare al livello della Lazio?
“Per quanto riguarda la rosa loro sono già abituati a giocare in Europa. Noi abbiamo iniziato un percorso in ritardo rispetto a loro. Quello che ancora ci manca è la continuità di risultato. Contro l’Empoli abbiamo fatto una bellissima partita, ma va subito archiviata per affrontare al meglio una formazione tosta come la Lazio. Sono curioso di vedere se la mia squadra è già matura per andare all’Olimpico per giocarsela, come ha fatto contro l’Inter o la Roma per fare due esempi.”
Il tridente contro l’Empoli?
“Siamo stati maturi e abbiamo interpretato bene il match. Prima del secondo tempo ci siamo detti alcune cose e abbiamo apportato alcuni cambiamenti. Siamo tornati in campo da grande squadra e l’abbiamo chiusa con autorità.”
Ci può dire qualcosa sul bilancio del 2018?
“Il primo bilancio si farà dopo l’ultima partita del girone di andata. Il mio arrivo lo considero con il gruppo di quest’anno, perché è stato creato anche con le mie idee. I primi sei mesi mi sono serviti per fare delle considerazioni e dare nuovi input. Io credo che sia tutto ottimo, per quello che abbiamo dimostrato sul campo abbiamo però lasciato dei punti sul campo.”
I fatti di Milano?
“Non ero presente e non mi piace entrare nello specifico. Ma per me è un fatto sociale, di cultura che va migliorata a partire dall’ambiente della scuola. Allo stadio, secondo me, ci sono delle regole, ma in Italia non si applicano con fermezza. In Inghilterra se si sente qualche insulto razzista si prende il soggetto e lo si accompagna fuori. Alla prima avvisaglia, secondo me, si dovrebbe interrompere la partita e portare via chi si rende protagonista di questi gesti.”

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