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Totocalcio addio: un emendamento abolisce lo storico gioco.

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Di fatto termina un’era. Che era già finita da un pezzo a dire il vero. Ma con l’emendamento della Commissione Bilancio al Senato presentato dai parlamentari Dell’Olio (M5S) e Tosato (Lega) si dice addio, sostanzialmente, a quello che forse poteva essere considerato l’ultimo baluardo, passatemi il termine, di un calcio che ormai non c’è più.

Quello delle radioline, sintonizzate su “Tutto il calcio minuto per minuto“, con le partite che iniziavano tutte allo stesso orario, nel pomeriggio domenicale. Con le coppe europee che si giocavano tutte nello stesso giorno. Con le formazioni titolari delle squadre che si citavano a memoria, perchè non cambiavano quasi mai. Ognuna delle quali aveva al massimo tre stranieri in campo. Mentre i giocatori facevano il loro ingresso sul rettangolo di gioco con le maglie numerate dalla 1 alla 11.

Un calcio, questo, che ormai non c’è più da diverso tempo. Sostituito da quello delle televisioni, delle partite spalmate nel corso dell’intera settimana, delle formazioni composte da tantissimi calciatori stranieri, dei numeri di maglia personali, degli sponsor, delle telecamere negli spogliatoi, della Champions League e dell’Europa League.

E con l’emendamento di cui sopra, sparisce anche il più classico dei giochi basato sui pronostici sportivi, fortemente legato a quella determinata epoca calcistica. Diciamo quindi addio al Totocalcio (e al suo figlio minore, il TotoGol), nato nel 1946 grazie ad un’intuizione del giornalista della Gazzetta dello Sport, Massimo Della Pergola.

La versione iniziale di questo gioco era basata sul pronistico di dodici risultati di altrettante partite di calcio. Nella stagione 1950-51 venne aggiunta una tredicesima partita (da cui nacque l’espressione “fare tredici al Totocalcio“). Nel 2003, con questo concorso ormai quasi totalmente nel dimenticatoio, sostituito, piano a piano, dalle scommesse calcistiche di nuova generazione, ne venne inserita anche una quattordicesima.

In realtà la mitica “schedina della Sisal” era diventata, come detto, da molti anni fuori moda. I più giovani forse non sanno neanche di cosa stiamo parlando, sostanzialmente. Ma per i più grandi, quelli ancora legati ad un calcio certamente più ruvido, ma per certi versi più romantico, è innegabile che anche questo sia un ulteriore passo verso la chiusura definitiva di quel modo di intendere il “gioco più bello del mondo“.

L’emendamento proposto, in realtà, propone il rilancio di questa tipologia di concorso, “che non comporta rischi connessi al disturbo da gioco d’azzardo“, tramite la realizzazione di un nuovo, unico, prodotto, con l’aumento delle possibilità di vincita e la possibilità di farne pubblicità in deroga al decreto dignità.

Ma il fascino, particolare, della compilazione della schedina, dell’attesa dei risultati finali e dei montepremi settimananli, enunciati in tv al termine di “90° minuto“, quello no. Non potrà essere sostituito. Almeno per i più grandi. Per chi è ancora ricorda con piacere, ed un pizzico di malinconia, quegli anni passati. Fissi nella memoria, ma ingialliti dal tempo. Proprio come una vecchia schedina.

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