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Pensieri e storie biancocelesti….Felice Pulici

Rubrica

FELICE PULICI : PIÚ CHE UN PORTIERE

Da qualche minuto abbiamo appreso della scomparsa di Felice Pulici , l’indimenticato portiere dello scudetto del 1974, poi dirigente della Lazio in più periodi, sempre con funzioni diverse.

Gli amici mi perdoneranno qualche errore di grammatica ma lo sto scrivendo di botto come si dice a Roma, Felice Pulici per noi ha rappresentato, insieme a Lovati, uno degli ultimi baluardi della lazialità per successi,  attaccamento alla maglia,  difesa della società e dei tifosi .

I ricordi sono tanti: dal rigore parato al suo omonimo Pulici a Torino, l’anno precedente allo scudetto, a quella fantastica partita contro la Roma qualche giorno prima della morte di Tommaso Maestrelli nel novembre del 1976 dove parò di tutto , tanto da prendere 10 il giorno successivo sulla pagella di un quotidiano romano , unico caso nella storia del giornalismo sportivo romano fino a quel momento. A tal proposito Felice commentò la sua prestazione dicendo che una forza sovrannaturale lo aveva guidato quel giorno ma in realtà era la sua volontà di regalare al Maestro in agonia , l’ultimo regalo .

Andando a ritroso non si possono dimenticare il rigore parato contro il Napoli all’Olimpico l’anno dopo lo scudetto, in una partita avvincente, oppure i suoi interventi l’anno dello scudetto che si rivelarono decisivi per la conquista del titolo di campioni d’Italia .

Fu uno dei primi ad accorrere al Santo Spirito , quella maledetta sera nella quale perse la vita Luciano Re Cecconi : raccontava sempre di essere rimasto impressionato da quel piccolo foro sul corpo di Re Cecconi , tanto da non pensare che fosse possibile che un foro cosi piccolo poteva togliere la vita ad un uomo.

Dopo il quinto posto conquistato nel 1976/77, la carriera di Felice con la Lazio si interrompe per una scelta , in quel momento sbagliata , di Luis Vinicio di preferire il giovane Garella a Felice , con risultati disastrosi per tutti, compreso per il tecnico, che fu esonerato nel corso della stagione per essere sostituito  alla guida tecnica da un altro grande portiere della Lazio: Bob Lovati.

Pulici finì al Monza nel mercato di novembre perdendo lo spareggio promozione nel giugno del 1978 : sarebbe stato un altro miracolo portare i brianzoli in serie A.

Si parlò di un suo ritorno alla Lazio già dall’estate successiva ma gli fu preferito Cacciatori e Felice andò ad Ascoli dove conquistò un quarto e un quinto posto in serie A con un Ascoli ammazza grandi , noto per sconfiggere in casa le grandi del campionato .

Con l’ Ascoli conquistò anche il torneo di capodanno , trofeo della Figc , istituito per via di una lunga sosta natalizia che vedeva partecipare tutte le squadre di serie A.

Quando Felice tornò a Roma da ex per la prima volta , era una domenica di marzo del 1979 , il suo Ascoli fu sconfitto 3 -1 dalla Lazio ma i tifosi laziali lo accolsero alla grande ed alla fine della partita Felice dichiarò in un servizio rai che potete trovare su youtube , di non aver giocato sereno quella partita per via dell’accoglienza ricevuta.

Mentre Pulici con il suo Ascoli collezionava risultati mai prima raggiunti dai marchigiani , la Lazio precipitava nel baratro : Il calcio scommesse , la retrocessione in serie B a tavolino , la mancata promozione in serie A l’anno successivo e le crisi economiche societarie che impedivano alla dirigenza di spendere per allestire squadre all’altezza : forti in alcuni ruoli e scoperti in altri come in porta, dove, dopo la cessione avventata di Felice, non trovammo un degno sostituto .

La squalifica di Cacciatori portò la Lazio ad ingaggiare Mosacatelli, giovane portiere proveniente dalla Pistoiese, dove aveva conquistato la promozione nella massima serie ma un inizio difficile ed un infortunio grave, tanto da comprometterne la carriera , lo misero fuori squadra per quasi due anni e la Lazio dovette ricorrere a Nardin prima e al giovane Marigo poi, per tentare di coprire i pali della porta con risultati deludenti.

Quindi nel mercato autunnale del 1981 la Lazio riacquistò dall’ Ascoli, Pulici, che esordì con una vittoria per 1-0 sul campo della Pistoiese, contribuendo a far risalire la Lazio in classifica con tre vittorie e tre pareggi che la riportarono in zona promozione .

In quella sequenza di partite ricordiamo una gara strepitosa di Felice in quel di Reggio Emilia dove la Lazio passò in vantaggio ma poi fu sottoposta ad un assedio infinito da parte della Reggiana tanto da far urlare a un tifoso laziale seduto in curva “ A PULICI ARENDETE “ poiché era l’unico a resistere agli attacchi dei padroni di casa .

La gara finì 1-1 ma la domenica successiva in un Olimpico tempestato dalla pioggia ,  una sua grande parata consentì alla Lazio di sconfiggere il Pescara e di portare a casa due punti d’oro dopo il goal di Speggiorin a pochi minuti dalla fine.

Malgrado il suo ritorno, la Lazio finì quel campionato al decimo posto in classifica e la carriera di Felice come portiere terminò in un pomeriggio di marzo a Lecce, dove un goal del giovane Pasquale Bruno regalò due punti ai salentini.

Felice resta nella rosa della Lazio come terzo portiere nella stagione successiva ma in realtà sembra destinato ad occupare ruoli dirigenziali di livello.

La Lazio nella stagione 1982 83 torna in serie A con molte difficoltà tanto da dover sostituire a cinque giornate dalla fine il tecnico Clagluna con Morrone , tecnico della primavera che stava disputando i play off scudetto. Al posto di Morrone fu chiamato proprio Felice Pulici che iniziò ad essere l’uomo delle emergenze : quella primavera sfiorò la finale scudetto di un soffio dopo aver incantato per il gioco e la qualità dei suoi uomini, alcuni dei quali, come Marini e Sciarpa furono aggregati alla prima  squadra nella parte finale della stagione l, privando Pulici di elementi importanti per il raggiungimento del risultato finale.

Con il ritorno di Chinaglia dagli States ,Pulici diventa direttore sportivo della Lazio ma malgrado i suoi sforzi e sacrifici ( ricordiamo un viaggio Torino Roma con i soldi necessari per garantire l’iscrizione della Lazio al campionato) , quel periodo finisce malamente con la retrocessione in serie B, dovuta anche alle scelte sbagliate fatte in quel periodo .

Con l’avvento dei fratelli Calleri e di Bocchi , Felice resta in società con mansioni diverse , diventa una sorta di factotum della società sempre presente in ogni circostanza .E qui voglio riportare un aneddoto : in occasione di una partita della Lazio primavera al Flaminio , era il 1986 , un signore che vedeva le partite con noi ebbe un infarto e Pulici si adoperò immediatamente per chiamare l’ambulanza e per prestargli soccorso: voi direte che c’è di strano è normale?  Sì è vero ma lui salì con lui in ambulanza ,dal momento che il signore era senza nessuno in quel momento, e lo accompagnò in ospedale. Una volta accertatosi che la situazione era sotto controllo, Felice torno in taxi dall’ospedale per rassicurarci delle condizioni buone del tifoso e quando qualcuno gli disse “ Ma che sei andato fino in ospedale?” lui rispose: “ Certo era un tifoso della Lazio, stava vedendo la Lazio ed io in quel momento rappresentavo la Lazio e dovevo stare con lui in ospedale”.

Con i Calleri il rapporto non fu mai buono e quindi nel 1989 dopo essersi laureato in giurisprudenza e diventato avvocato, Felice andò per tre anni a lavorare in federazione gioco calcio come responsabile del settore giovanile .

Con l’arrivo di Cragnotti, Felice tornò alla Lazio come dirigente e come responsabile legale della Lazio difendendo la Lazio in più di una occasione davanti alla Caf riportando sempre grandi successi, l’ultimo dei quali nel 2006 sotto la presidenza Lotito , quando contribuì a trasformare la sentenza di calciopoli in Camera di conciliazione, da una retrocessione in serie B, in una penalizzazione in serie a di appena tre punti .

Il suo carattere sincero e genuino , lo portò ad uno scontro con il Presidente Lotito , qualche giorno dopo e lì si chiuse per sempre il rapporto tra Pulici e la Lazio come società.

Lo ricordiamo come Presidente della federazione delle persone non udenti , ruolo che dimostra la sua sensibilità verso gli altri .

E mentre le lacrime escono dagli occhi, lo voglio  ricordare con il coro della Nord anni settanta  “ Pu Pu Pulici “ , era il saluto dei tifosi ultras che lo accoglievano quando giocava sotto la Nord.

Ora in Paradiso con il suo arrivo, sta nascendo una squadra formidabile .

Ciao grande portiere e grande uomo.

Carlo Cotticelli

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